La sperimentazione clinica WIN-R dimostra l'efficacia di un regime abbreviato a base di PEG-INTRON e REBETOL in pazienti affetti da epatite C con virus di genotipo 2 o 3

28 Apr , 2006, 22:49 BST Da NewYork-Presbyterian Hospital/Columbia

VIENNA, Austria, April 28 /PRNewswire/ --

- Terapia di 24 settimane più tollerabile per i pazienti, con rischio ridotto di recidiva

In pazienti affetti da virus di epatite C (HCV) di genotipo 2 o 3, un ciclo terapeutico abbreviato di 24 settimane basato sulla combinazione di PEG-INTRON(R) (peginterferone alfa-2b) e REBETOL(R) (ribavirina, USP) si è dimostrato di pari efficacia e meglio tollerato rispetto a quello di 48 settimane, secondo quanto evidenziato dai risultati(1) presentati in data odierna in occasione del 41o convegno annuale della European Association for the Study of the Liver (EASL).

Dato molto importante, il regime abbreviato a 24 settimane è stato accompagnato da un basso tasso di recidiva - solo il 6% dei pazienti con genotipo 2 e il 10% di pazienti con genotipo 3, in armonia con il risultato rispettivamente del 5 e 12% evidenziato nel regime più lungo di 48 settimane. Si parla di recidiva quando il paziente, con livelli di virus di epatite C non rilevabili alla fine del trattamento, mostra un virus rilevabile al trascorrere delle 24 settimane immediatamente successive.

I risultati provengono da una sottosperimentazione sul genotipo 2/3 eseguita all'interno del test clinico più vasto WIN-R (somministrazione di PEG-INTRON e REBETOL con un dosaggio basato sul peso), un test clinico di accesso basato sulla comunità oltrechè la sperimentazione clinica sull'epatite C più ampia tra quelle finora condotte negli Stati Uniti.

"Questi risultati sono importanti perché confermano l'efficacia di un trattamento abbreviato basato sulla terapia combinata a base di peginterferone alfa-2b e ribavirina per pazienti con genotipo 2 e 3 in un ambiente comunitario reale, rafforzando di conseguenza la prassi di trattamento corrente," ha commentato Robert S. Brown Jr., M.D., M.P.H., ricercatore capo della sottosperimentazione WIN-R sul genotipo 2/3, professore associato di medicina e chirurgia presso il Columbia University College of Physicians and Surgeons, e primario di epatologia clinica e direttore sanitario del Center of Liver Disease and Transplantation presso il NewYork-Presbyterian Hospital/Columbia University Medical Center.

La durata abbreviata del trattamento può costituire un vantaggio per i pazienti su diversi piani, compresa la riduzione della comparsa di effetti collaterali, aspetto molto importante per la terapia applicata alle infezioni da epatite C. Tuttavia, il rischio di recidiva rappresenta una fonte di preoccupazione nel caso di abbreviazione del trattamento utilizzato nei casi di virus da epatite C.

"Nessun medico ama riferire a un paziente la devastante notizia di una recidiva dopo averlo sottoposto a un trattamento terapeutico per HCV assolutamente difficoltoso e considerato inizialmente efficace. Il basso tasso di recidiva rilevato in WIN-R può rendere i medici più fiduciosi nel considerare la terapia combinata a base di peginterferone alfa-2b e ribavirina della durata di 24 settimane una soluzione utile per ottimizzare l'efficacia terapeutica del trattamento di pazienti con genotipo 2 e 3," ha affermato Ira M. Jacobson, M.D., ricercatore capo della sperimentazione clinica WIN-R e coautore della sottosperimentazione sul genotipo 2/3, Vincent Astor Professor di Medicina clinica presso il Weill Medical College della Cornell University, e primario del reparto di gastroenterologia e epatologia presso il NewYork-Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center ubicato a New York City. I dottori Jacobson e Brown sono inoltre codirettori della Liver Clinical Trials Network (LCTN) del NewYork-Presbyterian Healthcare System.

Risultati della sperimentazione clinica WIN-R in pazienti affetti da HCV di genotipo 2/3

Nella sperimentazione clinica WIN-R, sono stati randomizzati 4.913 pazienti per assumere PEG-INTRON (1.5 mcg/kg settimanali) in dosi basate sul peso, in combinazione a REBETOL, somministrato sia in dose fissa (800 mg giornalieri) sia in dose basata sul peso (800 mg, 1,000 mg, 1.200 mg o 1.400 mg giornalieri per pesi corporei inferiori a 65 kg, compresi tra 65 e 85 kg, tra 86 e 105 kg, o tra 106 e 125 kg, rispettivamente). I pazienti sono stati sottoposti a un trattamento di 48 settimane (genotipo 1) o 24 settimane (genotipo 2 o 3). I pazienti dei bracci di trattamento sono stati equamente suddivisi per sesso, età, peso corporeo, genotipo, carica virale e stadio di fibrosi epatica. La sperimentazione ha richiesto il reclutamento e la randomizzazione di un totale di 1.829 pazienti con genotipo 2 e 3.

I ricercatori hanno riscontrato che in pazienti con genotipo 2 e 3 il trattamento terapeutico di 24 settimane ha avuto la stessa efficacia di quello di 48 settimane, e è stato meglio tollerato. Nei bracci in cui REBETOL è stato somministrato in dosi basate sul peso, il tasso di risposta virologica sostenuta (SVR)(2) è stato del 68% per il trattamento di 24 settimane, rispetto al 60% del trattamento di 48 settimane, con la percentuale inferiore attribuibile a un numero superiore di dati di follow-up mancanti. Nel braccio sottoposto a un trattamento di 24 settimane, i pazienti con genotipo 2 hanno evidenziato un SVR superiore e un tasso di recidiva inferiore rispetto a quelli con genotipo 3 (72% vs. 60% e 6% vs. 10%, rispettivamente). I ricercatori hanno pertanto riscontrato la necessità di aumentare le dosi di ribavirina basate sul peso per raggiungere tassi SVR simili in pazienti con genotipo 3. L'analisi multivariata ha evidenziato che genotipo 2, fibrosi su uno stadio meno avanzato e 24 settimane di terapia sono predittori significativi dell'SVR. La sicurezza e i tassi di sospensione del farmaco registrati nei due gruppi di trattamento sono stati simili.

Un fattore negativo manifestatosi nella conduzione su vasta scala di sperimentazioni cliniche HCV basate sulla comunità, ad esempio WIN-R, opposte ai test di registrazione con capacità di monitoraggio intensificate, è la tendenza di un alto tasso di pazienti a trascurare la visita per il test virale nel follow-up (PCR) 24 settimane dopo la fine del trattamento, a causa delle scarse capacità di molti centri di condurre un adeguato monitoraggio dei pazienti una volta somministrata ad essi l'ultima dose prevista dal trattamento suddetto. In totale, la sperimentazione clinica WIN-R ha rivelato che il 13,1% (164/1.256) dei pazienti appartenenti al gruppo a cui è stata somministrata una dose basata sul peso e il 13.7% (163/1.193) dei pazienti appartenenti al gruppo a cui è stata somministrata una dose fissa che hanno risposto al trattamento non si sono presentati nel follow up, e sono rientrati successivamente nei casi di insuccesso a seguito di una rigorosa analisi intent-to-treat (ITT).

WIN-R è stato uno studio clinico promosso da ricercatori, supportato da Schering-Plough Corporation e monitorato da Schering-Plough Research Institute come parte dell'impegno post-market svolto per conto della U.S. Food and Drug Administration (FDA). PEG-INTRON e REBETOL sono marchi registrati di Schering-Plough.

Informazioni sull'epatite C

L'epatite C è la forma di infezione trasmessa dal sangue più diffusa in America, che affligge circa 4 milioni di persone o circa un adulto su 50. L'epatite C cronica può causare cirrosi, insufficienza epatica e cancro del fegato. Si stima che il 20% dei pazienti affetti da epatite C cronica è colpita da cirrosi, e una percentuale inferiore di pazienti con disturbi cronici è colpita da cancro del fegato. I pazienti affetti da epatite C e da conseguente cirrosi sono 100 volte più predisposti a essere colpiti dal cancro del fegato rispetto ai soggetti non affetti(3). Circa la metà di tutti i casi di cancro principale del fegato nel mondo sviluppato sono causati da epatite C, e i disturbi di fegato legati a questa infezione sono ora la causa principale di trapianti del fegato(4).

Informazioni su NewYork-Presbyterian Hospital

NewYork-Presbyterian Hospital è il più grande ospedale no profit, non settario del paese. Offre trattamenti clinici, ambulatoriali e preventivi in tutte le aree mediche presso cinque maggiori centri: NewYork-Presbyterian Hospital/Columbia University Medical Center, NewYork-Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center, Morgan Stanley Children's Hospital of NewYork-Presbyterian, The Allen Pavilion, e The Westchester Division. In virtù di ciò, figura come uno dei migliori ospedali nella guida agli "America's Best Hospitals" pubblicata da U.S. News & World Report. Il NewYork-Presbyterian Healthcare System - un'affiliazione di ospedali per trattamenti acuti e di ospedali locali, di strutture per trattamenti a lungo termine, di strutture ambulatoriali, e di istituti specialistici - è al servizio di un paziente su quattro nell'area metropolitana di New York. Sito Internet: http://www.nyp.org/

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Columbia University Medical Center detiene la leadership internazionale nella ricerca preclinica e clinica, nella formazione scientifica in ambito medico e sanitario, e nel trattamento dei pazienti. Il centro medico forma futuri leader nel settore sanitario e vanta il lavoro mirato di medici, scienziati, infermieri, dentisti, e professionisti nel campo della sanità pubblica presso il College of Physicians & Surgeons, la School of Dental & Oral Surgery, la School of Nursing, la Mailman School of Public Health, i dipartimenti biomedici della Graduate School of Arts and Sciences, e i centri e istituti di ricerca associati. Sito Internet: http://www.cumc.columbia.edu/newsroom

    
    Bibliografia

    1. Brown Jr. RS, Jacobson IM, Afdahl N, Freilich B, Pauly MP, Regenstein
       F, Flamm S, Kwo P, Griffel LH, Brass CA, the WIN-R Study Group.
       Differences in treatment outcome to antiviral therapy based on
       genotype and viral load in hepatitis C genotypes 2 and 3 in the WIN-R
       trial. Presentazione 41 presso: 41degrees Convegno annuale della
       European Association for the Study of the Liver, Vienna, Austria, 26-
       30 aprile 2006.

    2. L'SVR è definito in termini di livelli di virus non rilevabili (HCV
       RNA) 24 settimane dopo il termine del trattamento.

    3. Ince N, Wands JR. The increasing incidence of hepatocellular
       carcinoma. N Engl J Med 1999 March 11;340:10.

    4. Centers for Disease Control and Prevention. Recommendations for
       prevention and treatment of hepatitis C virus (HCV) and HCV-related
       chronic disease. MMWR Weekly Report 1998 Oct. 16;1.

    Contatti:

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    Biosector 2
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                   http://www.cumc.columbia.edu/newsroom

FONTE NewYork-Presbyterian Hospital/Columbia