3,5 milioni di posti di lavoro a rischio se l'UE concede alla Cina lo status di "Economia di Mercato", secondo un nuovo studio

18 Set, 2015, 12:06 BST Da AEGIS EUROPE

BRUXELLES, September 18, 2015 /PRNewswire/ --

Fino a 416.200 posti di lavoro potenzialmente colpiti solo in Italia 

Un atteso studio pubblicato oggi dimostra che la concessione dello status di "Economia di Mercato" (MES) alla Cina metterebbe a rischio fino a 3,5 milioni di posti di lavoro nell'UE. Il rapporto dell'Economic Policy Institute (EPI) evidenzia anche perdite nette per l'economia europea fino al 2% del PIL. 

La Repubblica Popolare Cinese sta sollecitando l'UE a concederle il MES. Se questa qualificazione tecnica venisse concessa alla Cina come richiesto, l'UE perderebbe per sempre la capacità di definire margini anti-dumping adeguati sulle merci cinesi importate con strategie sleali di dumping. Questo danneggerebbe gravemente la competitività delle industrie manifatturiere europee, minando le tuttora fragili economie europee.

Il professor Robert E. Scott, autore dello studio e direttore della Trade and Manufacturing Policy Research dell'EPI, ha commentato questi risultati affermando "Abbandonare la possibilità di ottenere una protezione dalle pratiche di dumping finanziate dallo Stato esporrebbe i produttori dell'UE a un'ondata di prodotti a basso prezzo dalla Cina, distruggendo i posti di lavoro e gli investimenti produttivi nel settore manifatturiero".

Dallo studio dell'EPI emerge che il MES alla Cina metterebbe direttamente a rischio fino a un milione di posti di lavoro in Europa nelle industrie colpite, con perdite a catena fino a un ulteriore milione di posti di lavoro indiretti nei settori correlati. I successivi effetti negativi sul reddito potrebbero portare a 3,5 milioni di posti di lavoro persi nei prossimi tre - cinque anni, secondo l'EPI. I paesi maggiormente colpiti sarebbero la Germania, l'Italia, il Regno Unito, la Francia e la Polonia. Solo in Italia da 208.100 a 416.200 posti di lavoro sarebbero messi a rischio.

Il professor Scott ha aggiunto, "Se la Cina continua la sua strategia di sviluppare sovraccapacità e dumping, le perdite di posti di lavoro - in particolare nelle industrie sensibili alle importazioni, potrebbero essere perfino maggiori. In particolare, tale situazione colpirebbe settori come acciaio, ceramica, alluminio, carta, vetro, componenti per auto, chimica e il settore delle tecnologie ambientali, che già soffrono per il dumping cinese. Il MES potrebbe mettere a rischio altri 2,7 milioni di posti di lavoro in queste industrie particolarmente vulnerabili".

Lo studio è stato presentato oggi a Bruxelles da AEGIS Europe. AEGIS Europe è un'alleanza di 30 associazioni industriali europee, operanti nel settore manifatturiero, che promuove il commercio internazionale libero ed equo. AEGIS Europe sottolinea come tutti riconoscano che la Cina soddisfa solo uno dei cinque criteri stabiliti dall'UE per essere considerata un'economia di mercato.

In risposta allo studio, il portavoce di AEGIS Milan Nitzschke ha affermato, "La Cina non è una economia di mercato e non può essere riconosciuta come tale dai responsabili politici dell'UE. La Cina esercita pressioni per ottenere il MES da diversi anni, ma negli ultimi cinque i suoi leader hanno raddoppiato i sussidi all'industria cinese, provocando una sovraccapacità ancora maggiore, una sovraproduzione e quindi dumping."

"Circa 50 provvedimenti anti-dumping cruciali attualmente in vigore in UE sarebbero vanificati dal MES. La Cina sarebbe in grado di espandere il suo dumping strategico in tutti i settori manifatturieri europei. Non sembra affatto che altri partner commerciali importanti, come gli Stati Uniti o il Giappone, intendano concedere il MES alla Cina: non vi è alcun motivo perché lo faccia l'UE", ha aggiunto Nitzschke.

AEGIS Europe

AEGIS Europe è un gruppo di 30 associazioni industriali volto a garantire che i responsabili politici europei lavorino per un commercio internazionale libero ed equo. I membri di AEGIS sono leader nella produzione sostenibile e realizzano un fatturato annuale di oltre 500 miliardi di euro e milioni di posti di lavoro nell'UE.


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FONTE AEGIS EUROPE