All'European Cancer Congress Eisai presenta una nuova ricerca su Halaven® (eribulina)

30 Set, 2013, 13:00 BST Da Eisai Europe Limited

HATFIELD, Regno Unito, September 30, 2013 /PRNewswire/ --

COMUNICATO STAMPA SOLO PER I MEDIA EUROPEI E RUSSI

I dati mostrano ulteriori prove a favore di eribulina nel carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico

I dati dei cinque abstract presentati all'European Cancer Congress (ECC) 2013, tenutosi ad Amsterdam, nei Paesi Bassi (27 settembre - 1 ottobre), hanno fornito ulteriori prove sul profilo di eribulina nel trattamento di pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico (MBC).[1],[2],[3],[4],[5],[6]

Alcuni dei dati discussi nel presente comunicato trattano gli usi sperimentali dell'eribulina. L'eribulina viene indicata in Europa per il trattamento di pazienti affette da carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico che hanno precedentemente ricevuto almeno due regimi chemioterapici. La terapia precedente deve avere incluso un'antraciclina e un taxano a meno che le pazienti non siano idonee a ricevere tali trattamenti.[6]

Uno dei cinque abstract ha presentato i primi risultati dello studio osservazionale in un setting europeo.[4] Questo studio retrospettivo ha dimostrato corrispondenza tra l'efficacia ed il profilo di sicurezza favorevole di eribulina osservati nello studio cardine di fase III (EMBRACE)[7] e nella pratica clinica (n=104).

Un secondo poster presentato al congresso relativamente ad un recente studio di fase III (Studio 301) ha mostrato che le pazienti con comparsa di una nuova metastasi ("appena rilevata") possono avere una prognosi peggiore rispetto a quelle in progressione con un aumento delle dimensioni delle lesioni pre-esistenti.[5] Ciò fa pensare che il tipo di progressione che colpisce una persona con carcinoma mammario può portare a risultati diversi.[5]

I risultati di quest'analisi post hoc possono contribuire a spiegare la differenza nella sopravvivenza globale (OS) e nella sopravvivenza libera da progressione (PFS) osservata nello Studio 301.[8] Questo studio non ha raggiunto l'endpoint co-primario prefissato per OS e PFS ma ha dimostrato un trend favorevole alla OS con eribulina rispetto alla capecitabina sebbene tale miglioramento non rappresenti un dato statisticamente significativo. (OS media di 15,9 mesi rispetto ai 14,5 mesi della capecitabina; HR 0,88; 95% IC: 0,77, 1,00, p = 0,056); non c'è stata alcuna differenza nella sopravvivenza libera da progressione. Queste analisi indicano che i risultati si possono attribuire ad un minor numero di pazienti nel gruppo di eribulina con comparsa di nuove metastasi rispetto a quelli in progressione a livello di una lesione esistente. La discordanza apparente tra sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza globale può essere attribuita a tale differenza.[5]

"Questi risultati suggeriscono che la definizione convenzionale di sopravvivenza libera da progressione potrebbe non essere sufficiente e che tra i diversi sottogruppi di pazienti con carcinoma mammario metastatico possono esistere differenze clinicamente significative a seconda di come e dove la malattia progredisce. L'importanza in quest'analisi post hoc della comparsa di 'nuove' metastasi è affascinante e merita ulteriori studi", commenta il dottor Christopher Twelves, professore di Farmacologia Clinica e Oncologia presso l'Università di Leeds e il St James University Hospital e sperimentatore per lo studio 301.

In un'altra analisi post hoc presentata al congresso, la sequenza del trattamento precedente l'eribulina (compresi la capecitabina, la vinorelbina o la capecitabina più la vinorelbina) ha dimostrato di non avere alcun beneficio aggiuntivo sulla sopravvivenza globale.[1] Gli autori hanno concluso che le uniche terapie necessarie prima dell'utilizzo di eribulina sono una antraciclina e un taxano, sia in neo-adiuvante che per la patologia metastatica, a meno che le pazienti non fossero idonee per questi trattamenti come evidenziato con il protocollo di studio di fase III EMBRACE.[6]

I dati di uno studio di combinazione di fase I di eribulina e trastuzumab in pazienti giapponesi, anche questo presentato all'ECC, hanno dimostrato che i due farmaci in combinazione sono stati ben tollerati in soggetti con carcinoma mammario avanzato o recidivante HER2 positivo.[2]

L'abstract conclusivo presentato all'ECC ha individuato il profilo farmacocinetico (PK) dell'eribulina utilizzando i risultati degli studi di fase I, II e III.[3] I ricercatori dello studio hanno generato con successo un modello che può caratterizzare il profilo PK dell'eribulina e prevedere l'esposizione all'eribulina nei pazienti oncologici.  

"Eisai continua a impegnarsi per valutare ulteriormente la sicurezza e l'efficacia dell'eribulina in donne affette da carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico. I dati presentati in questa edizione dell'ECC dimostrano il nostro impegno per la scoperta, lo sviluppo e la produzione di terapie oncologiche innovative che possono fare la differenza e influenzare la vita delle pazienti e delle loro famiglie, ha commentato: Uday Bose, Oncology Business Unit Head, Eisai Europa, Medio Oriente, Africa e Russia (EMEA).

I seguenti abstract di Eisai sono stati presentati al congresso:

    Abstract numero   Nome e Autori dell'abstract

                      First year daily clinical experience with eribulin in
                      Spain; EUFORIA-1 study (Eribulin Use For the treatment of
    Abstract          advanced breast cancer: Observational, Retrospective
    N.: 1899          Analysis)
    PO72              Ruiz-Borrego M, García-Sáenz JA, Hornedo FJ, Calvo I, Lao
                      J, Manso L, González A, Feijoo M, Florián J,
                      Rodríguez-Villaneuva J

                      New metastasis versus increase in size of pre-existing
                      lesions as a predictor of overall survival in patients
    Abstract          with metastatic breast cancer treated with eribulin or
    N.: 1911          capecitabine
    PO84              Perez EA, O'Shaughnessy J, Twelves C, Cortes J, Awada A,
                      Yelle L, Wanders J, Olivo M, He Y, Kaufman PA

    Abstract          Does the prior chemotherapy treatment sequence affect the
    N.: 1891          overall survival (OS) benefit associated with eribulin?
    PO64              Simons WR, Rodriguez-Villanueva J, Sheffield R, Rege J, He
                      YP, Lin S

                      A Phase I combination study of eribulin mesylate with
    Abstract          trastuzumab for advanced or recurrent human epidermal
    N.: 1898          growth factor receptor 2-positive (HER2+) breast cancer
    PO71              Mukai H, Shimada K, Naito Y, Matsubara N, Nakanishi T,
                      Obaishi H, Namiki M, Narita T, Masuda M, Sasaki Y

    Abstract          Population pharmacokinetics (PPK) of eribulin in cancer
    N. 859            patients
    PO54              Majid O, Gupta A, Olivo M, Reyderman L, Hussein Z


Note per gli editori

Halaven® (eribulina)

Eribulina è un inibitore non taxano della dinamica dei microtubuli indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma mammario precedentemente sottoposte ad almeno due regimi chemioterapici per tumore mammario metastatico e la cui precedente terapia deve avere incluso un'antraciclina e un taxano.

Eribulina  appartiene ad una classe di agenti antineoplastici, le alicondrine, che sono un prodotto naturale isolato dalla spugna marina Halichondria okadai. Si ritiene che agisca inibendo la fase di accrescimento dinamico dei microtubuli, senza influire sulla fase di accorciamento, e sequestrando la tubulina in aggregati non produttivi. I potenziali meccanismi su cui si sta indagando sui topi possono dimostrare che l'eribulina potrebbe avere un insolito effetto inibitorio sulle metastasi del carcinoma sopprimendo l'espressione dei gruppi di geni della transizione epitelio-mesenchimale (EMT).[9],[10],[11] L'EMT è un fenomeno in cui le cellule acquisiscono caratteristiche che permettono loro di svilupparsi in tumori ed è altamente significativo nell'infiltrazione e nella metastasi del cancro.

Altri meccanismidell'eribulina sotto indagine dimostrano che l'eribulina può migliorare anche la perfusione sanguigna nei tessuti tumorali il che significa che potrebbe aumentare la quantità di ossigeno disponibile per i tumori.[12] Quando i tumori sono privati di ossigeno ci sono più probabilità che si creino metastasi e come tale l'eribulina può inibire le metastasi. Dopo il trattamento con l'eribulina, nei modelli sperimentali sui topi i tumori si sono rivelati meno aggressivi e invasivi.

Eribulina è approvata in 50 Paesi di tutto il mondo, compresa l'Unione Europea, negli Stati Uniti, in Russia, in Svizzera, nella Corea del Sud, in Giappone e a Singapore. Halaven è stato lanciato in Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Italia, Norvegia, Svezia, Svizzera, Slovenia e Regno Unito. Inoltre, Halaven è disponibile in Austria e Germania.

Studio globale di fase III 301[8]

Lo studio 301 è stato condotto come studio multicentrico, in aperto, randomizzato, a due bracci paralleli di Halaven (eribulina) rispetto alla capecitabina su 1.102 donne con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico precedentemente trattate con antracicline e taxani, sia in (neo) adiuvante che per la patologia localmente avanzata o metastatica. Questo studio si collocava al di fuori delle indicazioni autorizzate per l'eribulina. Le pazienti trattate nello studio avevano ricevuto da zero a due precedenti chemioterapie per tumore in stadio avanzato.

Le pazienti sono state randomizzate dal 2006 al 2010 al trattamento con eribulina 1,23 mg/m2 (somministrati per via endovenosa nell'arco di 2-5 minuti nei giorni 1 e 8, in cicli di 21 giorni) o con capecitabina 1,25 g/m2 (somministrati oralmente due volte al giorno in dosi uguali nei giorni da 1 a 14, ogni 21 giorni).

Lo Studio 301 ha avuto un endpoint co-primario di sopravvivenza globale (OS) e di sopravvivenza senza progressione (PFS). Lo studio ha dimostrato un miglioramento della sopravvivenza globale (OS) con eribulina rispetto alla capecitabina nella popolazione totale delle pazienti da trattare (ITT), sebbene tale miglioramento non rappresenti un dato statisticamente significativo. Le pazienti trattate con eribulina hanno riportato una OS mediana di 15,9 mesi (HR 0,879; 95% IC: 0,770-1,003; p=0,056) rispetto ai 14,5 mesi riportati con capecitabina. Lo studio non ha raggiunto l'endpoint prefissato per la sopravvivenza libera da progressione, con 4,1 e 4,2 mesi per eribulina e capecitabina, rispettivamente (HR 1,079, IC 95%: 0,932-1,250; p=0,305). Gli eventi avversi riportati nello Studio 301 erano coerenti con il profilo noto di entrambi i farmaci.

Lo Studio 301 ha avuto un endpoint secondario di valutazione della QoL utilizzando i questionari EORTC QLQ-C30 e QLQ-BR23 all'inizio, a 6 settimane, a 3, 6, 12, 18 e 24 mesi dopo l'inizio del trattamento o fino alla progressione della malattia/al cambiamento della terapia e a visite non programmate. Le analisi longitudinali sono state effettuate  utilizzando equazioni di stima generalizzate pesate aggiustando la mortalità entro 12 mesi. Le covarianze del modello erano tempo (visita), regione e QoL iniziale. L'endpoint primario per la QOL è stato modificato dall'inizio per GHS (Global Health Status)/QoL complessiva, e gli endpoint esplorativi sono stati modificati dall'inizio per una serie di funzioni e segnali/sintomi.

Studio clinico globale di Fase III (EMBRACE)[2]

EMBRACE (studio registrativo condotto da Eisai sul trattamento del cancro alla mammella in fase metastatica che confronta gli effetti di eribulina E7389 con le terapie normalmente impiegate) è stato condotto a livello globale in aperto,  randomizzato, multicentrico, a due bracci paralleli, concepito per confrontare la sopravvivenza media complessiva delle pazienti trattate con eribulina rispetto ad una terapia scelta dagli specialisti (TPC). La TPC viene definita come chemioterapia ad agente singolo, trattamento ormonale o terapia biologica approvati per il trattamento del cancro, o trattamento palliativo o radioterapia somministrata secondo la pratica locale. Lo studio comprendeva 762 pazienti affette da carcinoma mammario metastatico sottoposte in precedenza ad almeno due e fino a un massimo di cinque regimi di chemioterapia, comprendenti un'antaciclina e un taxano. La maggior parte (96%) delle pazienti nel braccio TPC è stata sottoposta a chemioterapia.

Nella popolazione totale dello studio di Fase III (n=762), eribulina ha mostrato di estendere la sopravvivenza mediana complessiva delle pazienti fortemente pre-trattate affette da carcinoma mammario metastatico di 2,5 mesi in confronto alle pazienti sottoposte al trattamento di scelta del medico (TPC) che rappresentava un insieme di scelte terapeutiche della pratica clinica (eribulina 13,1 mesi rispetto a TPC 10,6 mesi HR 0,81 (95% IC 0,66, 0,99) p nominale = 0,041). I dati aggiornati dallo studio cardine di fase III EMBRACE hanno confermato questi risultati e hanno dimostrato che la sopravvivenza nelle pazienti trattate con eribulina era di 2,7 mesi più lunga rispetto alle pazienti che ricevevano il trattamento di scelta del medico (TPC) (sopravvivenza complessiva, rispettivamente, di 13,2 mesi rispetto a 10,5 mesi, HR 0,81 (95% IC 0,067, 0,96) p nominale = 0,014). Un'analisi pre-pianificata in pazienti della Regione 1 dello studio (Nord America/Europa occidentale/Australia) ha dimostrato un significativo miglioramento di sopravvivenza mediana globale dell'eribulina rispetto a TPC di 3,0 mesi (p nominale = 0,009).

Le reazioni avverse più comunemente riportate nelle pazienti trattate con eribulina nello studio EMBRACE sono state affaticamento (astenia), diminuzione del numero di globuli bianchi (neutropenia), perdita di capelli (alopecia), intorpidimento e formicolio nelle braccia e delle gambe (neuropatia periferica), nausea e stipsi. La neuropatia periferica è stato l'evento avverso che ha principalmente causato la sospensione della terapia, verificatosi in meno del 5% delle pazienti coinvolte nello studio EMBRACE. La neutropenia ha portato alla sospensione dell'eribulina solo nello 0,6% delle pazienti. Nello studio Il decesso dovuto a gravi effetti collaterali, le interruzioni e sospensioni della dose del trattamento sono state inferiori nel braccio eribulina  rispetto al braccio TPC.

Carcinoma mammario metastatico

Ogni anno in Europa a più di 300.000 donne viene diagnosticato un carcinoma mammario, un terzo di queste sviluppa in seguito una patologia metastatica.[13],[14] La patologia metastatica è una fase avanzata della malattia che si verifica quando il cancro si diffonde oltre al seno anche ad altre parti del corpo.

Eisai in Oncologia

Il nostro impegno volto al progresso nella ricerca oncologica, costruito sull'esperienza scientifica, è supportato dalla capacità globale di condurre ricerche di scoperta e pre-cliniche e di sviluppare micromolecole, vaccini terapeutici, agenti biologici e terapie di supporto per svariate tipologie di tumori.

Informazioni su Eisai

Eisai è una casa farmaceutica leader a livello mondiale nel settore Ricerca e Sviluppo (R&S) e delinea come missione aziendale l'impegno di "dare priorità ai pazienti e alle famiglie e incrementare i benefici per la salute" definita da Eisai stessa "human health care" (hhc).

Eisai si concentra nelle sue attività di R&S in tre aree terapeutiche chiave:

  • Oncologia: terapie antitumorali, regressione del tumore, estirpazione del tumore, anticorpi e terapie di supporto per il cancro, sollievo dal dolore e dalla nausea
  • Neuroscienze: Alzheimer, sclerosi multipla, dolore severo cronico , epilessia, depressione
  • Reazioni immunologiche/vascolari: sindrome coronarica acuta, malattia aterotrombotica, sepsi grave, artrite reumatoide, psoriasi, morbo di Crohn

Con attività negli Stati Uniti, in Asia, in Europa e nel mercato nazionale giapponese, Eisai impiega oltre 10.000 dipendenti in tutto il mondo. Dal suo Knowledge Centre EMEA situato a Hatfield, Regno Unito, Eisai ha recentemente ampliato le proprie attività di business per includere l'Europa, il Medio Oriente, l'Africa e la Russia (EMEA). Eisai EMEA è impegnata in operazioni di vendita e marketing in oltre 20 mercati, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Svezia, Irlanda, Austria, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Bassi, Belgio, Medio Oriente e Russia.

Per ulteriori informazioni visitare il sito web http://www.eisai.it

 

Riferimenti

1. Simons et al. Does the prior chemotherapy treatment sequence affect the overall survival (OS) benefit associated with eribulin? ECC 2013 abstract 1891  

2. Mukaiet al. A Phase I combination study of eribulin mesylate with trastuzumab for advanced or recurrent human epidermal growth factor receptor 2-positive (HER2+) breast cancer. ECC 2013 abstract 1898

3. Majidet al. Population pharmacokinetics (PPK) of eribulin in cancer patients. ECC 2013 abstract P859

4. Ruiz-Borrego M et al. First year daily clinical experience with eribulin in Spain; EUFORIA-1 study (Eribulin Use For the treatment of advanced breast cancer: Observational, Retrospective Analysis). ECC 2013 abstract 1899

5. Perez et al. New metastasis versus increase in size of pre-existing lesions as a predictor of overall survival in   patients with metastatic breast cancer treated with eribulin or capecitabine. ECC 2013 abstract 1911

6. SPC Halaven (updated April 2013). Available at: http://www.medicines.org.uk/emc/medicine/24382. Last accessed August 2013

7. Cortes J, O'Shaughnessy J, Loesch D, et al. Eribulin monotherapy versus treatment of physician's choice in patients with metastatic breast cancer (EMBRACE): a Phase 3 open-label randomised study. The Lancet. 2011; 377: 914 -923

8. Kaufman P, Awada A, Twelves C et al. A Phase III, open-label, randomised, multicenter study of eribulin mesylate versus capecitabine in patients with locally advanced or metastatic breast cancer previously treated with anthracyclines and taxanes. Presented at 2012 CTRC-AACR San Antonio Breast Cancer Symposium. Abstract No. S6-6

9. McCracken P.J, Ito. K, Yanagimachi M, et al. Eribulin alters vascular function in human triple-negative (TN) breast MX-1 and MDA-MB-231 tumorxenograft models as measured by DCE-MRI. AACR abstract 2013 abstract # 4502  

10. Dezso Z, Oestreicher J, Weaver Aet al. Gene expression profiling (GEP) reveals Epithelial Mesenchymal Transition (EMT) genes selectively differentiating eribulin sensitive breast cancer cell lines. AACR abstract 2013 abstract # 1522

11. Agoulnik SI, Oestreicher JL, Taylor NH et al. Eribulin and Paclitaxel differentially affect gene expression profiling of blood vessel cells and in vitro angiogenesis in co-cultures of human endothelial cells with pericytes. AACR abstract 2013 abstract # 3830

12. Matsui J, Toyama O, Ino M et al. Eribulin caused re-modeling of tumor vasculature altering gene expression profiling in angiogenesis and Epithelial Mesenchymal Transition (EMT) signaling pathway of host cells within human breast cancer cell (BCC) xenografts in nude mice. AACR abstract 2013 abstract # 1413

13. Ferlay et al. Cancer incidence and mortality patterns in Europe: estimates for 40 countries in 2012. Eur J Cancer.  2013; 49(6):1374-403

14. O'Shaughnessy, J. Extending Survival with Chemotherapy in Metastatic Breast Cancer. The Oncologist. 2005; 10(suppl 3):20-29

 

Data di preparazione: Settembre 2013
Codice lavoro: Halaven-UK0187d

 

FONTE Eisai Europe Limited