Atradius: presentata l'ottava edizione del Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento delle imprese a livello internazionale

30 Set, 2010, 19:44 BST Da Atradius N.V.

ROMA, September 30, 2010 /PRNewswire/ --

- Italia: al vertice della tolleranza con le dilazioni medie di pagamento più lunghe in Europa.

- Il tempo medio d'incasso (DSO) si attesta a 83 giorni nel primo semestre del 2010, rispetto alla media globale di 46 giorni.

E' stata presentata oggi da Atradius, tra le società leader a livello mondiale nel settore dell'assicurazione dei crediti commerciali, l'ottava edizione del Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento, l'indagine che semestralmente analizza i comportamenti di pagamento delle imprese in Italia e a livello internazionale.

(Photo: http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20100930/411983-a )

(Photo: http://www.newscom.com/cgi-bin/prnh/20100930/411983-b )

L'indagine è stata condotta per conto di Atradius dalla società di ricerche di mercato Heliview Research su un campione di circa 4.000 imprese presenti in 22 Paesi (Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, Ungheria, Irlanda, Italia, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti).

Durata media delle dilazioni di pagamento

Con una durata media che si attesta intorno ai 60 giorni dalla data di emissione della fattura, le dilazioni di pagamento concesse dalle imprese italiane ai propri clienti si confermano le più lunghe in Europa. In questa classifica, l'Italia si colloca significativamente al di sopra sia della media europea sia di quella mondiale (32 giorni), a pari merito solo con la Repubblica Ceca.

Tra i criteri decisivi per la concessione di dilazioni di pagamento, le imprese intervistate collocano, in ordine d'importanza la "stabilità finanziaria del cliente" per il 43% degli intervistati, il "potere contrattuale del cliente" (35%), seguito dai "termini di pagamento tipici dell'impresa" (32%).

In leggero aumento rispetto all'inizio dell'anno, la percentuale d'imprese italiane propense a diversificare i termini di pagamento a dilazione in base a "tipologia del cliente" (62%), "Paese in cui opera il cliente" (43%) e "settore merceologico di appartenenza" (40%). Questo risultato conferma che il profilo di rischio del cliente costituisce l'elemento cardine del processo decisionale in tema di pagamenti dilazionati.

Il fatto che le dilazioni di pagamento applicate dai fornitori italiani si siano confermate nettamente più tolleranti rispetto a termini di pagamento più rigorosi applicati in altri Paesi, potrebbe suggerire che le imprese fornitrici abbiano di fatto finanziato la crisi, concedendo ai propri clienti maggior respiro per poter onorare i propri impegni di pagamento. Così facendo, però, le imprese si sono significativamente esposte al rischio di non incassare le fatture, un rischio concreto soprattutto in una fase di difficoltà per l'economia.

Per mitigare gli impatti delle criticità che si riferiscono ai tempi d'incasso delle fatture, molte imprese hanno incrementato il ricorso a modalità gestionali dei crediti più strutturate e attente rispetto al passato. Rispetto allo scorso anno, la principale modifica nella gestione dei crediti commerciali effettuata da circa la metà dalle imprese intervistate in Italia è stata una maggiore frequenza di "solleciti di pagamento su fatture insolute".

I comportamenti di pagamento dei clienti

La maggiore ampiezza delle dilazioni di pagamento concesse ai clienti dalle imprese italiane ha permesso di osservare, per una certa tipologia di crediti di minore anzianità, una sostanziale concordanza tra le tempistiche concesse dai fornitori e i tempi di pagamento dei clienti. I risultati dell' indagine, tuttavia, non permettono di affermare lo stesso per ciò che riguarda le performance d'incasso dei crediti incagliati, in altre parole di anzianità elevata.

Il fatto che circa la metà (47%) delle fatture emesse verso clienti italiani ed esteri sia stato pagato notevolmente oltre la scadenza (anche oltre due mesi dalla scadenza) indica come i fornitori italiani siano comunque associati a una probabilità maggiore di essere pagati in ritardo rispetto ad imprese fornitrici operanti in altri Paesi.

Prova ne è che nella prima metà del 2010, il tempo medio d'incasso (DSO) - calcolato su quanto dichiarato dalle imprese italiane intervistate - sia stato pari a 83 giorni, significativamente più alto rispetto alla media per l'Europa (43 giorni) e per l'indagine globale (46 giorni). L'andamento di tale indice indica che la maggioranza degli intervistati (72%) non ha notato cambiamenti del DSO nell'arco dello scorso anno, il 23% ha notato un aumento mentre il 5% ha registrato una diminuzione. In particolare, le imprese italiane intervistate hanno dichiarato che le problematiche derivanti dalle fatture insolute alla stabilità finanziaria dell'impresa sono state il differimento nel tempo "dei pagamenti ai fornitori da parte dell'impresa" (47% degli intervistati) o la necessità di adottare "misure specifiche per correggere il flusso di cassa" (44%).

Samuel Pengel, Country Manager di Atradius per l'Italia, ha commentato: "In un momento in cui è stato necessario dare sostegno a settori e mercati in difficoltà, la necessità commerciale di concedere termini di pagamento più tolleranti ha comportato l'urgenza di tutelare i crediti vantati nei confronti dei clienti, ed ha spinto numerose imprese ad utilizzare modalità gestionali dei crediti più strutturate e attente rispetto al passato. Il successo di tale politica si è, però, rivelato parziale. Si può parlare, infatti, di un concreto miglioramento dei tempi d'incasso dei crediti commerciali di minore anzianità, ma altrettanto non si può affermare per ciò che riguarda le performance di crediti che per entità e anzianità restano ancora un importante nodo da sciogliere. Alla gestione strategica dei flussi di cassa è opportuno che le imprese italiane dedichino particolare attenzione, per riuscire a garantirsi livelli di liquidità adeguati al proprio fabbisogno. Proteggere i crediti commerciali significa - infatti - sviluppare il business con tranquillità lontano dai rischi non sostenibili".

È possibile scaricare una copia del Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento delle imprese europee accedendo alla sezione "Pubblicazioni" del sito Internet www.atradius.it.

Il Gruppo Atradius è uno degli assicuratori del credito leader a livello mondiale e fornisce assicurazione del credito, cauzioni e servizi di recupero crediti a livello internazionale, con una presenza in 42 Paesi. Con ricavi totali per circa 1,8 miliardi di Euro ed una quota del 31% del mercato globale dell'assicurazione del credito, i prodotti offerti dal Gruppo contribuiscono alla crescita delle imprese nel mondo proteggendole dal rischio di insolvenza derivante dalla vendita di beni e servizi a credito. Con 160 uffici a livello mondiale, il Gruppo Atradius ha accesso ad informazioni commerciali su 52 milioni di imprese nel mondo e delibera quotidianamente oltre 22.000 limiti di credito.

FONTE Atradius N.V.