Bolkestein e Laar: una regolamentazione eccessiva ostacola il successo economico della UE

04 Feb, 2005, 17:40 GMT Da Tech Central Station

BRUXELLES, Belgio, February 4 /PRNewswire/ -- Ieri in occasione dell' appuntamento Hayek Series "Will Europe Survive Globalization? Renewing the Lisbon Strategy: Visions for the European Economy", (Riuscirà l' Europa a sopravvivere alla globalizzazione? Rinnovare la strategia di Lisbona: visioni per un' economia europea"), organizzato da Tech Central Station.com, l' ex primo ministro dell' Estonia, Mart Laar, Frits Bolkenstein, ex commissario UE, Manuel Medina Ortega, eurodeputato spagnolo e Peter Skinner, eurodeputato della regione sud-orientale del Regno Unito hanno discusso i benefici economici previsti dall' Agenda di Lisbona.

Per maggiori informazioni sull' incontro, o per una trascrizione del dibattito, si prega di contattare Aaron Walker all' indirizzo email awalker@dcgpr.com.

Tra le principali osservazioni scaturite dall' incontro riportiamo le seguenti:

Motivi del perché i settori che si basano sulla conoscenza sono rimasti indietro rispetto agli Stati Uniti e perché continua ad esserci una fuga di cervelli verso gli Stati Uniti:

"Vogliamo raggiungere il massimo in ogni settore, ma siamo in svantaggio rispetto agli Stati Uniti. Esiste una chiara relazione tra come viene speso il denaro a disposizione e il modo in cui le società si sforzano per ottenere una certa organicità ... Credo che gli scienziati di tutto il mondo stiano lasciando i propri paesi per dirigersi verso gli Stati Uniti. Abbiamo bisogno di idee da trasferire nei mercati commerciali e in questa area siamo particolarmente indietro", ha affermato Peter Skinner.

"La questione riguarda il fatto di mettere a disposizione della comunità scientifica e formativa gli strumenti adeguati affinché possano svilupparsi autonomamente. Forse non è solo una questione di libertà, ma si tratta anche di poter disporre di laboratori adeguati, pubblicazioni adeguate, in buona sostanza, di un ambiente adeguato. Il desiderio è quello di trovarsi al centro del mondo, ovvero negli Stati Uniti", ha dichiarato Manuel Medina Ortega.

"Il problema non è che l' Europa non abbia effettuato investimenti sufficienti. Se si osserva il livello dei fondi destinati alla ricerca e sviluppo negli Stati Uniti, notiamo che ci troviamo su livelli simili e addirittura alcuni paesi hanno destinato somme maggiori a questi settori rispetto agli Stati Uniti. La principale differenza è rappresentata dagli investimenti privati in questi settori. Si tratta di un' enorme differenza", ha osservato Mart Laar.

"Credo che questo sia dovuto principalmente al fatto che negli Stati Uniti ci siano più risorse finanziarie a disposizione e una maggiore libertà. Negli Stati Uniti, i ricercatori hanno una maggiore libertà di azione", ha dichiarato Frits Bolkestein.

Eccessiva regolamentazione dell' industria farmaceutica:

"Credo nella libertà di informazione. Quando un farmaco ha ottenuto l' autorizzazione per essere immesso sul mercato significa che è stato sottoposto a numerosi test; pertanto si presume che sia conforme. Quindi, se legale e conforme, perché non dovrebbe ottenere l' autorizzazione ad essere pubblicizzato?", ha affermato Frits Bolkestein.

"Io sono a favore del divieto di "vietare" l' informazione farmaceutica. Vorrei che questo divieto fosse eliminato", ha osservato Mart Laar.

"Per principio sono contro qualsiasi regolamentazione ... Se esistesse una regolamentazione adeguata si potrebbero raggiungere gli obiettivi ... Non si richiedono divieti, a meno che non siano proprio necessari", ha dichiarato Peter Skinner.

Sviluppo sostenibile/Regolamentazione dell' energia:

"Purtroppo non vedo nessun motivo perché venga realizzato in modo individuale. Non è la conclusione ideale, ma negli ultimi anni abbiamo fatto del nostro meglio per promuovere gli obiettivi del protocollo di Kyoto. Finalmente i russi sono saliti a bordo, ma ci sono altri paesi come gli Stati Uniti, la Cina e l' India, e forse il Giappone, che ancora non si sono adeguati e credo che si tireranno indietro", ha osservato Frits Bolkestein.

"Se un' importante società come la Volkswagen non darà il proprio contributo per quanto riguarda le emissioni e il protocollo di Kyoto, allora temo che questo non giocherà a favore del protocollo di Kyoto", ha dichiarato Frits Bolkestein.

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