Commemorazione degli attacchi chimici siriani del 21 agosto 2013

22 Ago, 2014, 12:05 BST Da Green Cross

ZURICH, August 22, 2014 /PRNewswire/ --

Green Cross richiede l'immediato sostegno internazionale alle vittime 

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Un anno fa, il 21 agosto 2013, svariate zone residenziali della Ghouta, area rurale nei sobborghi di Damasco, furono al centro di un massiccio attacco condotto con armi chimiche che si ritiene abbia causato la morte di 1400 civili e l'invalidità di molti altri. Il mondo ne rimase sconvolto e per effetto della forte pressione internazionale il governo siriano acconsentì alla distruzione, sotto il controllo dell'OPAC (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), dei propri arsenali di armi chimiche. Ma un anno dopo quegli attacchi, l'iniziale forte reazione internazionale sull'uso di agenti tossici contro i civili in Siria sembra essersi acquietata. La tuttora assediata area della Ghouta non ha ancora ricevuto alcun tangibile aiuto internazionale e i sopravvissuti stanno tuttora soffrendo dei gravi effetti collaterali derivanti dall'esposizione a sostanze letali. Green Cross invoca l'immediato sostegno internazionale alle vittime e ribadisce l'assoluta necessità di intensificare gli sforzi internazionali affinché dalla regione vengano bandite tutte le armi di distruzione di massa (ADM).  

Green Cross è recentemente riuscita, in collaborazione con l'organizzazione partner siriana Al-Seeraj, ad avviare nella Ghouta un progetto di aiuti d'emergenza finalizzato al rifornimento urgente di farmaci per impedire l'ulteriore diffusione di malattie nella popolazione già gravemente debilitata dagli attacchi chimici. Ma quella gente malata e traumatizzata ha bisogno di ben altro sostegno. "È un vero e proprio disastro umanitario quello che si sta verificando nelle zone assediate", ha dichiarato K. A., una donna di 27 anni che ha perso tutti i suoi familiari nell'attacco a Zamalka, nella Ghouta meridionale. Nonostante gli orrori patiti, essa è rimasta nel quartiere sotto assedio e ora sta dedicandosi anima e corpo come assistente sanitaria a favore di coloro che soffrono.

Sin dagli inizi del 2008, Green Cross sta sostenendo dei progetti socio-sanitari locali nella regione di Halabja, nell'Iraq settentrionale, tristemente nota per gli attacchi con gas letali ordinati dal regime di Saddam Hussein nel 1988. Tali progetti sono incentrati sugli effetti sociologici, psicologici e fisici a lungo termine di quegli attacchi chimici e stanno dimostrando quanto sia importante dare un sostegno alle vittime anche molto tempo dopo il verificarsi dell'evento.

Falah Muradkhin, sopravvissuto agli attacchi del 1988 e oggi coordinatore di progetto nella Wadi Iraq, l'organizzazione partner locale di Green Cross, piange le vittime degli attacchi nella Ghouta e sottolinea che "25 anni fa non si disponeva di una tecnologia che consentisse di informare con immediatezza il mondo su ciò che stava avvenendo ad Halabja. Ma oggi la situazione è diversa. Le tremende immagini provenienti dalla Ghouta sono state rapidamente divulgate e viste da molte persone. Ma ciò nonostante nessuna azione è stata intrapresa per aiutare le vittime degli attacchi e nessuna risposta adeguata è provenuta dalle Nazioni Unite o da Paesi, tra cui l'Europa, che si presume fossero coinvolti nello sviluppo degli arsenali di armi chimiche della Siria". Ecco perché Green Cross, in questa giornata commemorativa, chiede l'immediato sostegno internazionale per le dimenticate vittime degli attacchi nella Ghouta.

Green Cross sta anche adoperandosi attivamente a favore della creazione di un mondo realmente liberato dalle armi chimiche e quindi invita i sei Stati che ancora non l'hanno fatto, vale a dire Angola, Egitto, Israele, Birmania (Myanmar), Corea del Nord e Sud Sudan, ad aderire alla CAC (Convenzione sulle Armi Chimiche). Inoltre, tenuto conto dell'intricata interrelazione militare tra i vari tipi di armi di distruzione di massa -ABC-, Green Cross chiede che il passo successivo consista nell'istituzione di una Zona esente da armi di distruzione di massa (ADM). "Fin quando vi sarà anche una sola di queste armi in un qualche deposito, le genti che vivono in questa regione di tensioni politiche non potranno mai contare su una reale sicurezza", conclude Dr. Stephan Robinson, responsabile settore disarmo e acqua di Green Cross.

Per ulteriori informazioni:

Dr. Stephan Robinson; Green Cross; cellulare: +41-79-625-64-67

Falah Muradkin; Wadi-Iraq; tel.: +964-770-158-817; e-Mail: wadisul@yahoo.com

Hisham Faham; Al-Seeraj; tel. +1-612-224-1250; e-Mail: hisham@alseeraj.org; Skype: Amr AL-FA (persona di riferimento per interviste con i superstiti degli attacchi chimici nella Ghouta)

FONTE Green Cross