Dichiarazione in merito a Shark Tale del Dott. Proff. Emerito in sociologia Jerome Krase

27 Set, 2004, 13:49 BST Da Jerome Krase, Ph.D. Professor of Sociology, Emeritus

New York, September 27 /PRNewswire/ -- - La seguente dichiarazione è stata resa pubblica in data odierna dal Dott. Proff. Emerito in sociologia Jerome Krase:

Ancora non ho avuto modo di visionare Shark Tale, ma ho letto "Shark Tale Movie Novel" di Dreamworks pubblicato da Scholastic Inc. e ho visto con fastidio numerose pubblicità televisive e su riviste in cui era definito "una commedia per famiglie". Il fatto che un tale prodotto per l'infanzia sia distribuito e prodotto da DreamWorks SKG e DreamWorks Animation, quest'ultima diretta da Steven Spielberg, è difficile da comprendere. Il minino che ci si possa aspettare da un gigante del settore come Dream Works, e in particolare da Steven Spielberg, il cui coinvolgente film "Schindler's List" ha aperto gli occhi alle nuove generazioni sulla realtà dell'antisemitismo, è il rispetto per la diversità dell'America.

A loro difesa, coloro che hanno creato e "recitato" nel cartone animato affermano che utilizzare stereotipi negativi di italo o afroamericani sarebbe solo un gioco inoffensivo. Accettare il bigottismo come forma di intrattenimento non solo è ipocrita, ma è anche inquietante. L'idea che l'uso di stereotipi etnici, razziali e di genere nella comunicazione per i più piccoli abbia ben poche conseguenze è contraddetta non solo dal buon senso, ma da numerosissime prove scientifiche. Vi è una lunga lista di pubblicazioni relative a ricerche sugli effetti deleteri degli stereotipi negativi sui bambini i cui gruppi di appartenenza sono interessati dallo stereotipo stesso. Dai classici studi sui bambini afroamericani di Kenneth Clark, che ha spinto un'intera nazione alla parità di istruzione, fino a studi più recenti su ragazze, disabili o nuovi gruppi immigrati, vi sono dati circostanziati che provano come una stereotipizzazione negativa da parte dei mezzi di comunicazione sia deleteria per i più giovani sia nell'immediato sia nel futuro. Una semplice ricerca scoprirebbe che è stato pubblicato sulla rivista Psychological Science che "uno studio sugli studenti americani di origine asiatica ha dimostrato che una stereotipizzazione penalizzante può diminuire le prestazioni accademiche del bambino. Dall'altra parte una stereotipizzazione positiva potrebbe stimolarlo a dare il meglio" . L'organizzazione che forse più si sta impegnando per correggere e prevenire questi pregiudizi, la Anti Defamation League, sul proprio sito web afferma: "Se i bambini sono ripetutamente esposti a rappresentazioni di pregiudizi attraverso parole o immagini, c'è il pericolo che tali distorsioni diventino parte del loro modo di pensare, in particolare se rafforzate dai pregiudizi già presenti nella società".

In qualità di accademico non è mio compito censurare questo film, ma una tale attività insensibile e discriminatoria rivela una grave debolezza nella nostra società tanto aperta e multiculturale. Rappresentazioni di questo genere sui più piccoli hanno effetti duraturi e gettano le fondamenta per la futura discriminazione. In una società democratica, la nostra fiducia è riposta nell'onestà e nella buona volontà di coloro che gestiscono i mezzi di comunicazione affinché scelgano con cognizione di causa e adottino ogni cautela in particolare quando si tratta di prodotti per bambini. Anche se per un adulto questi stereotipi potrebbero effettivamente essere comici e, in ultima analisi, inoffensivi, per in nostri bambini potrebbero risultare devastanti, in particolare se non corretti nella primissima infanzia e già dalle scuole elementari. Gli educatori di ogni genere dovrebbero far sentire la loro voce in questo dibattito in modo da poter sensibilizzare i creativi e i produttori del settore della comunicazione in merito a quanto possono essere dannosi o utili. Shark Tale potrebbe essere raccontato ed essere anche più divertente senza riferimenti etnici. I bambini potrebbero imparare vari comportamenti di diverse specie di pesci piuttosto che i comportamenti stereotipati di alcuni gruppi etnici

Molti di noi inorridiscono per il modo in cui sono descritti gli Ebrei nel sistema educativo in Medio Oriente. Negli Stati Uniti gli arabi americani sono stati aggiunti alla lista delle comunità colpite da stereotipi negativi con afroamericani, asiatici e latinoamericani. Continuare la tradizione dei mezzi di comunicazione dello stereotipo dell'italoamericano mafioso non è un palliativo per tali pregiudizi. Favole, cartoni e fiabe come questa possono e dovrebbero essere prive di riferimenti etnici. Inoltre, l'essere sensibili alla richieste di una lunga lista di altri, non scusa il fatto di aver dipinto allegramente gli italoamericani ai più piccini come mostri irrimediabilmente malvagi e disonesti. Avendo trascorso buona parte della mia vita professionale occupandomi dell'uguaglianza fra le nostre diverse comunità, non sono né sorpreso né divertito dal presunto ritratto in chiave comica in un film animato per bambini tanto pubblicizzato di personaggi con un'identità etnica negativa.

Credo che i leader della comunità, così come gli specialisti delle scienze sociali e gli educatori, si uniranno al mio appello per chiedere una maggiore consapevolezza in merito ai deleteri pregiudizi presenti nei prodotti per bambini e azioni maggiormente responsabili da parte di coloro che sono a capo del settore delle comunicazioni.

Nota biografica

Jerome Krase è attualmente insignito delle cariche di Murray Koppelman Professor e Professore Emerito presso il Brooklyn College della City University di New York. Dopo un'interruzione per completare il servizio militare (1963-66), si è laureato in Sociologia all'Università dell'Indiana (1967). La sua tesi di dottorato presso l'Università di New York "The Presentation of Community in Urban Society" (1973) (La presentazione della comunità nella società urbana) si concentrava su problemi e alternative per mantenere possibile l'integrazione di gruppi minoritari o etnici nel tessuto urbano. In seguito ha lavorato come attivista-esperto nel settore delle organizzazioni di comunità, pubblicando articoli, presentando documentazioni e occupandosi da vicino dei movimenti di organizzazione dei cittadini. E' inoltre stato consulente di agenzie pubbliche e private in materia di relazioni fra gruppi e altri temi legati alle comunità urbane. Negli ultimi vent'anni i suoi interessi hanno spaziato fino a toccare le arti visive, in particolare la fotografia, gli studi sulle etnie e su altre varietà di comunità urbane. Jerome Krase ha documentato e fotografato ampiamente la vita e la cultura urbana e ha tenuto incontri e coordinato ricerche sulla "Spatial Semiotics - Semiotica Spaziale" sia in patria sia all'estero, più recentemente all' Institute for Advanced Studies a Perth, Australia. Representative ha pubblicato i suoi lavori fra i quali "Self and Community in the City" (1982), "Ethnicity and Machine Politics" (1992) con Charles LaCerra, con Judith N. DeSena, "Italian Americans in a Multicultural Society" (1994) ed "Ethnic Communities in New York City" con Ray Hutchinson di prossima pubblicazione. Krase ha esposto i propri studi fotografici in numerosi siti elettronici e geografici. Con Timothy Shortell ha creato un archivio on-line per ricerche visive e di testo e materiale didattico. E' un membro molto attivo della American Sociological Association, dell'American Italian Historical Association, dell'International Visual Sociology Association, del Polish Institute of Arts e di Sciences in America.

    
    Per ulteriori informazioni, rivolgersi a:    Jerome Krase
                                                 Professore Emerito
                                                 Dipartimento di Sociologia
                                                 Brooklyn College
                                                 City University di New York
                                                 Tel. +1-(718)-499-7117
                                                 E-mail: jerrykrase@aol.com

FONTE Jerome Krase, Ph.D. Professor of Sociology, Emeritus