Eribulin Mesilato prodotto da Eisai ed attualmente in fase di registrazione presso l'EMEA, prolunga la sopravvivenza media delle pazienti affette da cancro alla mammella in fase metastatica, indipendentemente dallo status del recettore ormonale

10 Ott, 2010, 15:30 BST Da Eisai Europe Ltd.

MILANO, October 10, 2010 /PRNewswire/ --

- I risultati dello studio registrativo EMBRACE confermano l'efficacia dell'Eribulin in diversi sottogruppi di pazienti.

Ulteriori risultati dello studio di fase III EMBRACE, presentati oggi al congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) hanno dimostrato che eribulin mesilato prodotto da Eisai prolunga la sopravvivenza media complessiva (OS) rispetto alle terapie impiegate dagli specialisti (TPC) su pazienti affette da cancro alla mammella in fase metastatica (MBC) indipendentemente dallo status del recettore ormonale, dall'estensione della patologia o dalla terapia precedente somministrata.[1]

Analisi più approfondite dello studio EMBRACE (studio registrativo condotto da Eisai sul trattamento del cancro alla mammella in fase metastatica che confronta gli effetti di Eribulin E7389 con le terapie normalmente impiegate dagli specialisti) hanno valutato come endpoint primario la sopravvivenza complessiva (OS) in diversi sottogruppi di pazienti: stato dell'espressione dei recettori ormonali, numero degli organi colpiti, sedi della malattia e precedente trattamento con capecitabina. I risultati hanno dimostrato che i benefici di sopravvivenza media complessiva (OS) a seguito del trattamento con eribulin sono rimasti costanti rispetto alle pazienti trattate con le terapie stabilite dallo specialista curante TPC[1] - Per cui questi risultati confermano i dati globali dello studio EMBRACE presentati al convegno della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) che si è tenuto alcuni mesi fa.[2]

"Continua a persistere l'esigenza non soddisfatta di nuove terapie in grado di migliorare la sopravvivenza complessiva nelle pazienti affette da cancro alla mammella in fase metastatica, che siano anche ben tollerate e facili da somministrare", ha affermato il dott. Chris Twelves, sperimentatore principale dello studio EMBRACE e professore di oncologia e farmacologia presso l'Istituto di medicina molecolare dell'ospedale universitario St James di Leeds, Regno Unito, che ha anche aggiunto: "Questi risultati mostrano che eribulin rappresenta un'efficace opzione terapeutica aggiuntiva che va a tutto vantaggio di un ampio gruppo di pazienti precedentemente trattate con pesanti terapie; siamo dunque più vicini all'obiettivo di stabilire un protocollo di trattamento per questo gruppo di pazienti affette da cancro alla mammella in fase metastatica".

Ogni anno il cancro alla mammella viene diagnosticato a oltre un milione di donne in tutto il mondo, 421.000 delle quali in Europa.[3],[4] Circa il 30 percento delle pazienti alle quali è stato diagnostico uno stadio iniziale della patologia sviluppano in seguito un cancro ricorrente o metastatico.[5]

Secondo il dott. Javier Cortes, Professore di medicina e Direttore del Programma di Cancro Mammario all'ospedale universitario Vall d'Hebron University Hospital, Barcellona, Spagna "Eribulin è la prima monoterapia a fornire miglioramenti statisticamente rilevanti nella sopravvivenza media complessiva in pazienti in fase metastatica (MBC) precedentemente trattate con un'antracicilina e un taxano. Ciò rappresenta un importante passo avanti in termini di opzioni di trattamento nella fase metastatica (MBC), visto che al momento non esiste una terapia gold standard per queste pazienti."

Sono state presentate regolari richieste per l'approvazione e la registrazione di eribulin presso le agenzie regolatorie negli Stati Uniti, in Europa, in Svizzera, Giappone e Singapore; sia il Giappone che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense hanno garantito priorità alla revisione di eribulin.

Gli eventi avversi più frequenti (AE) riscontrati nelle pazienti trattate con eribulin nel corso degli studi clinici sono stati astenia o affaticamento, neutropenia o basso numero di globuli bianchi e neuropatia periferica, nonché torpore e formicolio ai piedi e alle mani.[2]

Informazioni sullo studio EMBRACE

EMBRACE è uno studio in aperto, randomizzato, multicentrico che ha arruolato 762 pazienti affette da tumore mammario ricorrente a livello locale - metastatico precedentemente trattate con un minimo di almeno due fino a un massimo di cinque regimi chemioterapici (superiore o pari a 2 per stadi avanzati della patologia), che includevano un'antraciclina e un taxano. A giudicare dalla progressione della patologia nel corso della terapia o nei sei mesi successivi, si presume che le pazienti siano state refrattarie alla chemioterapia più recente. Lo studio era finalizzato a confrontare la sopravvivenza complessiva in pazienti trattate con eribulin rispetto a quelle trattate con terapie stabilite dallo specialista curante (TPC), riflettendo un ambiente clinico reale nel quale vengono utilizzati diversi agenti per la cura di pazienti affette da cancro alla mammella a uno stadio avanzato.[2]

Informazioni sulle sottoanalisi dello studio EMBRACE

I sottogruppi della popolazione di EMBRACE ulteriormente analizzati sono stati i seguenti: status dell'espressione del recettore ormonale (recettore degli estrogeni [ER], recettore del progesterone [PR], recettore del fattore di crescita epidermico umano 2 [HER2], e triplo [ER/PR/HER2] negativo), numero degli organi colpiti e il precedente uso di capecitabina.

Le analisi condotte sui sottogruppi hanno dimostrato che il beneficio di sopravvivenza media complessiva (OS), è rimasto costante nelle pazienti trattate con eribulin rispetto a quelle trattate con terapie stabilite dallo specialista curante (TPC). Per le pazienti con stato recettoriale positivo a ER/PR (n=528) e negativo a ER/PR (n=187) è stato riscontrato un rischio relativo Hazard Ratio (HR) pari rispettivamente a 0,83 (95% CI 0,64 - 1,06) e a 0,66 (0,45 - 0,99). Nei sottogruppi con positività per HER2 (n=123) e nei sottogruppi con negatività per HER2 (n=565), gli HR erano rispettivamente 0,76 (0,47 - 1,24) e 0,81 (0,64 - 1,02). Nel sottogruppo (n=144) con negatività per il recettore triplo (ER/PR/HER2) è stato osservato HR pari a 0,71 (0.46 - 1.10).

Nel caso in cui siano coinvolti un numero di organi maggiori o pari a 2 e 2 organi, patologia viscerale e non viscerale e in assenza o presenza di precedente trattamento con capecitabina, gli HR erano rispettivamente 0,80 (0,62 - 1,04) e 0,81 (0,57 - 1,17), 0,77 (0,62 - 0,96) e 1,04 (0,56 - 1,91), e 0,94 (0,62 - 1,44) e 0,77 (0,61- 0,97).

Nel caso di pazienti con tumore metastatico MBC precedentemente sottoposte a pesanti terapie, eribulin ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo per la sopravvivenza complessiva con un aumento di 2,5 mesi in più rispetto alle pazienti trattate con le terapie stabilite dallo specialista curante TPC. Queste analisi di sottogruppi hanno mostrato ulteriori risultati positivi a favore di eribulin rispetto alle TPC, fornendo dati in linea con i risultati di sopravvivenza media complessiva.

NOTE PER I REDATTORI

Informazioni su Eribulin

Eribulin è un inibitore non taxano delle dinamiche microtubolari che appartiene a una classe di agenti antineoplastici, le halicondrine, derivate da un prodottto naturale isolato dalla spugna marina Halichondria okadai.[6],[7] Eribulin ha un nuovo metodo di azione, ben diverso da altri agenti attualmente in uso che incidono sul funzionamento dei microtubuli. Eribulin colpisce i microtubuli, i principali componenti citoscheletrici delle cellule che svolgono un ruolo fondamentale nella replicazione cellulare. L'alterazione delle dinamiche microtubulari può quindi indurre una cellula a smettere di replicarsi e poi ad autodistruggersi.

Mentre i farmaci che colpiscono la tubulina come i taxani che inibiscono la divisione della cellula stabilizzando i microtubuli e che ne riducono la massa e come gli alcaloidi della vinca, che destabilizzano i microtubuli aumentandone la massa, gli effetti dell'eribulin sull'instabilità dinamica sono innovativi. Eribulin infatti inibisce la replicazione delle cellule cancerogene sopprimendo la crescita di microtubuli, senza impattare su altri parametri di instabilità dinamica (ad es. accorciamento dei microtubuli).[8] Questa innovazione può avere il potenziale di ridurre la tossicità del trattamento per i tessuti normali, mantenendo al contempo un'azione antitumorale di grande efficacia. [9]

Informazioni sul carcinoma mammario metastatico

Ogni anno il cancro alla mammella viene diagnosticato a oltre un milione di donne in tutto il mondo, tra cui 421.000 donne in Europa. [3,4] Si suppone che circa il 30 per cento delle donne alle quali è stato diagnosticato uno stadio iniziale della patologia sviluppino cancro ricorrente o metastatico [5] e mentre circa 9 donne su 10 alle quali è stato diagnosticato un cancro in fase iniziale, sopravvivono oltre 5 anni, questa percentuale scende a 1 su 10 per quelle alle quali è stato diagnosticato per la prima volta un tumore in fase metastatica (MBC)[10] La maggior parte delle pazienti MBC ha una sopravvivenza di appena 18-24 mesi.[11]

Eisai Oncology

Eisai è impegnata nella scoperta, nello sviluppo e nella creazione di terapie oncologiche innovative che possono fare la differenza e quindi influire sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie. Questa dedizione alle persone fa parte della missione sanitaria di Eisai (human health care, hhc) che cerca di comprendere meglio le esigenze dei pazienti e delle rispettive famiglie per migliorare i benefici offerti dal settore sanitario. Il nostro impegno nel raggiungere un'innovazione significativa nel settore dell'oncologia è basato sulle nostre competenze scientifiche, ed è sostenuto da una capacità a livello globale di scoprire molecole e di condurre ricerche pre-cliniche per sviluppare nuovi composti, vaccini terapeutici e agenti biologici e farmaci da usare come terapia di supporto impiegabili in vari tipi di tumore.

Eisai Europa, Ltd.

Eisai concentrata le proprie attività di ricerca e sviluppo in tre aree principali:

- Le Neuroscienze che comprende farmaci per: il morbo di Alzheimer, la sclerosi multipla, il dolore neuropatico, l'epilessia e la depressione

- L'oncologia che comprende molecole per: la terapia anticancro, i vaccini, la regressione del tumore e la soppressione del tumore, gli anticorpi e le terapie di supporto contro il cancro, il sollievo dal dolore e della nausea.

- La reazione immunologica/vascolare che sviluppa molecole per: la sindrome coronarica acuta, la malattia aterotrombotica, la sepsi grave, l'artrite reumatoide, la psoriasi e il morbo di Chron.

In Europa, Eisai è impegnata in operazioni di vendita e marketing in oltre 20 mercati tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Svezia, Irlanda, Austria, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Portogallo, Islanda, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia.

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Eisai Co., Ltd. è una società di ricerca in ambito sanitario (hhc) impegnata nella scoperta, nello sviluppo e nella distribuzione di prodotti in tutto il mondo. Attraverso una rete globale di strutture per la ricerca, di siti di produzione e di consociate per il marketing, Eisai partecipa attivamente a tutti gli aspetti del sistema sanitario mondiale. Eisai ha circa 11.000 dipendenti in tutto il mondo.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.eisai.co.jp.

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Bibliografia e riferimenti

[1] Twelves C, Akerele C, Wanders J, Cortes J. Eribulin Mesylate (E7389) vs. Treatment of Physician's Choice (TPC) in Patients with Metastatic Breast Cancer: Subgroup Analyses from the EMBRACE Study.

Abstract 2750, presented at the ESMO Congress, 8th September 2010, Milan, Italy

[2] Twelves C et al. A Phase III Study (EMBRACE) of Eribulin Mesylate vs Treatment of Physician's Choice in Patients with Locally Recurrent or Metastatic Breast Cancer Previously Treated with an Anthracycline and a Taxane. Abstract 1084, American Society of Clinical Oncology (ASCO) congress, Chicago, 2010.

[3] Coughlin, S. Breast cancer as a global health concern. Cancer Epidemiology, October 2009; 33: 315-18.

[4] Ferlay J, Parkin DM, Steliarova-Foucher E. Estimates of cancer incidence and mortality in Europe in 2008. Eur J Cancer.2010: 46(4):765-781

[5] O'Shaughnessy J. Extending survival with chemotherapy in metastatic breast cancer. Oncologist. 2005;10 Suppl 3:20-29

[6] Kuznetsov G, Towle MJ, Cheng H, et al: Induction of morphological and biochemical apoptosis following prolonged mitotic blockage by halichondrin B macrocyclic ketone analog E7389. Cancer Res 2004; 64: 5760-5766

[7] Towle MJ, et al. In Vitro and In Vivo Anticancer Activities of Synthetic Macrocyclic Ketone Analogues of Halichondrin B. Cancer Res 2001; 61: 1013-1021

[8] Smith JA, Wilson L, Azarenko O, et al. Eribulin binds at microtubule ends to a single site on tubulin to suppress dynamic instability. Biochemistry.49(6):1331-1337

[9] Zhou J, Giannakakou. Targeting Microtubules for Cancer Chemotherapy. Curr Med Chem Anti-Cancer Agents. 2005:5;65-71

[10] Cancer Research UK, Breast Cancer Statistics - Key Facts [updated April 2010]. Available from: http://info.cancerresearchuk.org/cancerstats/types/breast/index.htm?script=true (accessed (04/08/10)

[11] Fernandez Y, Cueva J, Palomo AG, et al. Novel therapeutic approaches to the treatment of metastatic breast cancer. Cancer Treat Rev.2010:36(1 ):33-42

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FONTE Eisai Europe Ltd.