Gli azionisti e gli ex dirigenti senior di Morgan Stanley inviano una lettera al Consiglio di amministrazione

30 Mar, 2005, 10:36 BST Da Shareholders and Former Senior Executives of Morgan Stanley

NEW YORK, March 30 /PRNewswire/ -- In risposta alle richieste da parte della stampa, un gruppo di azionisti ed ex membri del gruppo dirigente senior di Morgan Stanley hanno scritto la seguente lettera, inviata all' inizio di questo mese al Consiglio di amministrazione di Morgan Stanley. Nella lettera vengono riportate le preoccupazioni in merito alla scarsa performance di Morgan Stanley negli ultimi tempi, imputabile a errori dei vertici della società.

Il Consiglio di amministrazione di Morgan Stanley non ha risposto alla lettera e sembra che al momento abbia approvato una ristrutturazione del management che potrebbe comportare la perdita di alcuni dei più validi ed esperti membri del gruppo dirigente.

Tale "ristrutturazione" non rappresenta una risposta alle preoccupazioni espresse nella lettera e riteniamo che non sia stata realizzata per tutelare al meglio gli interessi degli azionisti di Morgan Stanley.

"3 marzo 2005

Al Consiglio di amministrazione di Morgan Stanley

In qualità di ex dirigenti senior di Morgan Stanley e principali azionisti, siamo profondamente preoccupati della sorte della Società, dei suoi dipendenti e della sua reputazione in merito all' integrità e all' eccellenza. L' impegno della Società volto all' eccellenza è il risultato di generazioni di professionisti che hanno lavorato e compiuto sacrifici, senza soluzione di continuità, affinché Morgan Stanley fosse in grado di fornire ai propri clienti prodotti e servizi di standard elevato.

Sfortunatamente, il rendimento di Morgan Stanley negli ultimi anni e la sua reputazione hanno evidenziato un declino davvero allarmante. Infatti, ci domandiamo se la Società sia in grado di riconquistare la sua leadership di principale società di servizi finanziari globali.

La percezione del declino di Morgan Stanley da parte nostra è stata confermata dal giudizio del mercato azionario. Ad esempio, il Morgan Stanley 2005 Proxy Materials ha evidenziato che, nel corso degli ultimi cinque anni, gli utili totali della Società erano rimasti indietro rispetto all' indice S&P Diversified Financial Index di circa il 40%, un segnale di sfiducia sorprendente per una società che si è sempre distinta per essere leader nel mercato. Secondo un articolo pubblicato dall' International Herald Tribune il 9 febbraio 2005, i titoli di Morgan Stanley sono diminuiti del 27 percento negli ultimi quattro anni, rispetto ad un aumento del 4 percento registrato da Goldman Sachs, ad un incremento del 18 percento registrato da Lehman Brothers e ad una diminuzione dell' 11 percento registrata da Merrill Lynch. Inoltre, la volatilità del prezzo delle azioni della Società è stata molto più elevata rispetto a quella di altre società simili, fatto che contraddice i benefici dichiarati dalla società derivanti dal portafoglio diversificato delle attività dell' azienda.

Riteniamo che la debole performance dei titoli azionari e la volatilità del prezzo siano state determinate da vari fattori, come ad esempio:

    
    (i)   insuccesso nel continuare ad incassare premi sui titoli; 
    (ii)  insuccesso nel mantenere la crescita degli utili in linea con 
          l' incremento registrato da società simili; e
    (iii) debole performance delle attività di retail e investment management 
          della Società negli ultimi cinque anni.

In buona sostanza, riteniamo che la causa principale della debole performance della Società sia da imputarsi all' insuccesso della leadership di Philip Purcell in qualità di CEO della Società.

Il ruolo di Morgan Stanley come leader nel settore del mercato azionario e la sua reputazione di eccellenza sono sempre stati i presupposti della sua capacità di richiamare professionisti straordinari e presentare una leadership solida e ben disposta ad offrire tutto l'aiuto necessario. Siamo profondamente preoccupati per una possibile crisi di fiducia nella leadership e nell' amministrazione della Società non solo nel mercato, ma anche, temiamo, fra gli stessi collaboratori della Società. Riteniamo che l' attuale CEO non rappresentino lo stimolo e la guida ideali in grado di far riconquistare alla Società la posizione che merita all' interno del settore dei servizi finanziari. Ci chiediamo anche se può contare sul rispetto di altri colleghi del settore o sull' appoggio della Società necessari per riportare Morgan Stanley in una posizione di leader nel settore.

Siamo consapevoli che i direttori dipendenti vantano una scarsa esperienza nei servizi finanziari e non esiste alcun dirigente Titoli istituzionali nel Consiglio, nonostante l' enorme contributo apportato dal comparto che ha contribuito sia all' incremento degli utili che della reputazione della Società. Inoltre, mentre la sede principale della società si trova a New York, la capitale finanziaria del mondo, né il Presidente, né qualsivoglia altro membro del Consiglio di amministrazione risiede nell' area di New York.

Riteniamo che la perdita di principi etici e morali causata da questi fattori esponga Morgan Stanley ad un grave rischio di perdere altri professionisti chiave e questo fatto potrebbe influire negativamente sulla capacità della Società di soddisfare i propri clienti e di richiamare i collaboratori necessari al fine di condurre le proprie attività.

Per tutte le ragioni sopra esposte è assolutamente necessario che il Consiglio di amministrazione intervenga al più presto per cambiare il gruppo dirigente e amministrativo di Morgan Stanley. È vitale che il successore di Philip Purcell vanti l' esperienza e abbia il rispetto necessario del gruppo di dirigenti senior. Questo cambiamento deve essere attuato il più presto possibile.

Vorremmo anche suggerire la nomina di tre direttori esterni con esperienza nel settore dei servizi finanziari. Al meno uno dei suddetti direttori avrà esperienza nel settore titoli istituzionali, mentre un altro nel settore dei titoli retail. Queste nuove nomine all' interno del Consiglio di amministrazione dovrebbero essere realizzate con o senza l' incremento del numero dei membri del Consiglio di amministrazione.

I firmatari di questa lettera sono costituiti da ex dirigenti senior e membri del Consiglio di amministrazione di Morgan Stanley. Temiamo che, per tutta risposta a questa lettera, il sig. Purcell possa ricollocare o congedare altri dirigenti senior dal Gruppo titoli istituzionali. Tale azione danneggerebbe la capacità della Società di migliorare gli obiettivi aziendali a lungo termine, potrebbe compromettere la reputazione della Società e, forse, pregiudicare in modo irreversibile la sua capacità di richiamare e conservare professionisti di talento.

Siamo uniti nel fornire il nostro fermo aiuto a Morgan Stanley e siamo preoccupati per il proprio futuro. Sebbene non abbiamo discusso di questa lettera con un gruppo di Direttori consulenti più ampio o altre persone che potrebbero condividere le nostre preoccupazioni, siamo fiduciosi di ricevere un ampio consenso alle nostre opinioni da parte di collaboratori interni ed esterni alla società.

Abbiamo scritto la presente con una profonda consapevolezza delle nostre responsabilità nei confronti degli altri azionisti e dipendenti di Morgan Stanley. Richiediamo che ci venga concessa la possibilità di discutere in privato con i direttori indipendenti delle questioni e delle raccomandazioni contenute nella presente. È possibile contattarci tramite il nostro consulente finanziario, il sig. Robert F. Greenhill, presso Greenhill & Co., tel. +1-212-389-1510. Siamo fiduciosi che il confronto costruttivo tra noi e il Consiglio di amministrazione possa sfociare in un impegno reciproco al fine di consentire alla Società di riconquistare la sua leadership come principale società di servizi finanziari.

In fede,

    
    firmato Anson M. Beard, Jr
    firmato Lewis W. Bernard
    firmato Richard A. Debs
    firmato Joseph G. Fogg
    firmato S. Parker Gilbert
    firmato Robert G. Scott
    firmato Frederick B. Whittemore
    firmato John H. T. Wilson"

FONTE Shareholders and Former Senior Executives of Morgan Stanley