Greenwashing: uso improprio della Norma europea EN 13432 sul compostaggio

13 Ott, 2015, 12:30 BST Da European Bioplastics

BERLINO, October 13, 2015 /PRNewswire/ --

European Bioplastics chiede a tutti i produttori di additivi, che affermano di rendere biodegradabili i prodotti in plastica convenzionale, di rispettare appieno la norma EN 13432 o di non apporre riferimenti ingannevoli 

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Ultimamente, European Bioplastics (EUBP) ha notato un aumento dell'uso improprio, durante la fase di commercializzazione, dei riferimenti alla norma europea EN 13432 in materia di compostaggio industriale, da parte dei produttori di additivi per la frammentazione delle materie plastiche convenzionali. Come è noto, tali additivi non rispettano i requisiti previsti dalla norma europea relativa al compostaggio industriale dei prodotti in plastica. Di conseguenza, European Bioplastics considera tale pratica illecita un grave caso di greenwashing.   

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Tra i recenti casi di uso improprio dei riferimenti alla norma si annovera la falsa dichiarazione che le materie plastiche contenenti additivi siano conformi alla norma EN 13432 (vedasi immagine). In altri casi, i produttori di additivi mirano a sfruttare la buona reputazione della norma EN 13432, facendo riferimento soltanto ad alcune parti della stessa. Per esempio, affermano che "Le prove di misurazione della crescita delle piante e degli effetti di ecotossicità hanno ottenuto risultati positivi superiori al 100%, in conformità con la norma EN 13432".

"Se si fa riferimento a una norma specifica, il materiale o il prodotto deve soddisfarne tutti gli aspetti. In caso contrario, il riferimento è da considerarsi ingannevole. Chiediamo a tutti gli operatori del settore di rispettare gli standard di comunicazione istituiti dalle norme ISO serie 14020", ha affermato François de Bie, Presidente del Consiglio di Amministrazione di EUBP.

In passato, preoccupata per gli impatti negativi sull'ambiente causati dai prodotti in plastica convenzionale contenente additivi, che la frammentano soltanto in piccoli pezzi, la Commissione europea aveva valutato la possibilità di imporre un divieto all'uso di tale tecnologia. Attualmente, la Commissione ha avviato un'analisi dell'impatto delle plastiche oxo-degradabili sull'ambiente, in quanto tali materiali rappresentano la parte più consistente delle materie plastiche contenenti additivi. In relazione a una recente modifica apportata alla Direttiva europea in materia di imballaggi e rifiuti d'imballaggio, i risultati saranno presentati, al più tardi, entro il 2017.

Contatto per la stampa: Kristy Lange, press@european-bioplastics.org, +49(0)30-28482356

Per maggiori informazioni: http://en.european-bioplastics.org/wp-content/uploads/2015/publications/EUBP_Background_Additive-mediated_Plastics_2015.pdf

FONTE European Bioplastics