In vista delle elezioni in Azerbaigian un importante uomo politico italiano chiede all'Europa di "contribuire in modo positivo" al processo

17 Set, 2015, 09:32 BST Da Azerbaijan Monitor

ROMA, September 17, 2015 /PRNewswire/ --

Un importante politico italiano che da voce ai problemi europei afferma che le prossime elezioni nell'Azerbaigian offrono una possibilità alle istituzioni europee di mostrare che non ci sono due pesi nel loro trattamento della nazione e che invece "possono contribuire in modo positivo al processo elettivo".

Cinque milioni di Azteri si rechereanno alle urne il giorno 1 novembre per le elezioni del Parlamento, ma Luca Volontè, ex-presidente del Partito degli Europei nell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, dichiara che le istituzioni europee e gli organi di stampa ignorano il fatto che a migliaia di Atzeri vengono negati i diritti democratici nel territorio occupato dell'Armenia del Nagorno-Karabakh e nei territori circostanti.

Ha dichiarato che anche al Rappresentante Ufficiale del Consiglio d'Europa, Bob Walter, è stato negato l'accesso ai territori occupati, ma purtroppo, non "si fa parola di questo in Europa".

E gli osservatori inviati per le elezioni non saranno in grado di visitare nessuno dei territori occupati in Armenia, un fatto che Volontè ritiene sia un'altra opportunità mancata.

Egli teme inoltre che sulla scia dell'iimprigionamento del giornalista Khadija Ismayilova all'inizio del mese, gli organi di stampa fonderanno insieme temi giudiziari con il processo elettorale.

"Purtroppo le recenti controversie scatenate dagli organi di stampa occidentali indicano che per le elezioni in Azerbaigian si potrebbero usare due pesi e valutazioni di parte", ha dichiarato.

Volontè, che è chiaro sulle problematiche della famiglia e della giustizia sociale, ritiene che alcuni degli osservatori ufficiali delle elezioni arriveranno a Baku con un giudizio già formato sulle operazioni di scrutinio, nonostante il fatto che sia il Parlamento che gli osservatori hanno rilevato che le elezioni presidenziali del 2013 siano state "un processo elettorale libero, giusto e trasparente".

"Ci sono ragionevoli timori che alcune sfere internazionali stiano cercando di screditare le prossime elezioni libere e democratiche in Azerbaigian, anche prima del loro svolgimento", ha dichiarato.

"Così facendo, l'Europa e le istituzioni internazionali stanno perdendo un'altra grande opportunità di contribuire in modo positivo al processo delle elezioni e alle riforme in Azerbaigian.

Tutto considerato, insieme alla retorica europea contro Baku e a quanto detto di recente dagli organi di comunicazione, Volontè ha concluso che "il pregiudizio delle nazioni occidentali nei confronti delle istituzioni dell'Azerbaigian farà una sola vittima: la credibilità dell'Europa".

L'Azerbaigian ha rassicurato gli osservatori inviati da PACE che si terranno "elezioni libere, giuste e trasparenti, e chiede ai rappresentanti degli organi di comunicazione presenti sul posto di dare il giusto spazio al processo.

FONTE Azerbaijan Monitor