La terapia con CHOP e 90Y Ibritumomab Tiuxetano risulta possibile, tollerabile ed efficace in pazienti anziani affetti dalla forma più comune di NHL aggressivo

11 Dic, 2006, 06:00 GMT Da Institute of Hematology and Medical Oncology, University of Bologna

ORLANDO, Florida, December 11 /PRNewswire/ -- Un innovativo regime di trattamento del linfoma non-Hodgkin (NHL) può contribuire a migliorare la qualità delle risposte alla terapia da parte di pazienti anziani affetti dalla forma più comune di NHL aggressivo, il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL)(1). Questo è l'esito di uno studio effettuato dall'Università di Bologna, Italia, e presentato oggi al 48esimo Congresso Annuale della Società Americana di Ematologia (ASH) di Orlando, USA.

Dopo aver ricevuto una chemioterapia convenzionale, i pazienti sono stati sottoposti a trattamento con 90Y Ibritumomab Tiuxetano come terapia di consolidamento di prima linea. Lo studio ha dimostrato che in quattro pazienti anziani su cinque (l'80%) si è rilevato un miglioramento della qualità della loro risposta al trattamento, passando da una Risposta Parziale (RP) ad una Risposta Completa (RC).

Commentando i risultati, il Professor Pier Luigi Zinzani dell'Istituto di Ematologia e Oncologia Medica dell'Università di Bologna ha dichiarato: "lo scopo della terapia di consolidamento è potenziare la qualità della risposta già ottenuta col trattamento di prima linea. Questi dati sono promettenti poichè dimostrano come 90Y Ibritumomab Tiuxetano, quando somministrato come terapia di consolidamento a pazienti anziani affetti da DLBCL, può far aumentare le percentuali di remissione completa. I pazienti anziani - ha proseguito il Professor Zinzani - possono avere maggiori difficoltà a tollerare gli effetti tossici delle chemioterapie convenzionali. Dimostrare quindi che la risposta di prima linea risulta ottimizzata è importante nel trattamento del DLBCL, il cui obiettivo è l'ottenimento di una cura completa."

Lo studio di fase II a braccio singolo ha valutato l'efficacia e la sicurezza di 90Y Ibritumomab Tiuxetano in 20 pazienti di età superiore ai 60 anni. I pazienti precedentemente non trattati hanno ricevuto chemioterapia CHOP (ciclofosfamide, doxorubicina; vincristina e prednisone) e i soggetti che dopo 6 cicli di chemioterapia CHOP avevano raggiunto almeno una remissione parziale (RP), sono stati sottoposti ad un trattamento di consolidamento con 90Y Ibritumomab Tiuxetano. I risultati ottenuti hanno mostrato come tutti i pazienti abbiano raggiunto una risposta dopo essere stati sottoposti a trattamento con CHOP: il 75% (15 pazienti) hanno raggiunto una RC ed il 25% (5 pazienti) hanno raggiunto una RP. Conseguentemente alla terapia di consolidamento con 90Y Ibritumomab Tiuxetano, 4 pazienti su 5 (l'80%) sono passati da una RP ad una RC.

Secondo il Professor Zinzani "i pazienti affetti da cancro possono soffrire per due cause: la patologia da cui sono affetti e gli effetti indesiderati della chemioterapia a cui vengono sottoposti. Il passo seguente è verificare se è possibile ridurre i cicli di chemioterapia ed aggiungere 90Y Ibritumomab Tiuxetano al trattamento di questi pazienti, in modo da mantenere o far salire le percentuali di risposta completa, diminuendo al contempo l'esposizione del paziente agli effetti tossici delle chemioterapie."

Mentre il regime di chemioterapia CHOP è stato per molti anni il trattamento convenzionale per i pazienti affetti da NHL, il recente avvento di rituximab ha portato questo farmaco a divenire un'aggiunta alla terapia standard con CHOP (R-CHOP).

Il Professor Zinzani ha concluso affermando che: "la prossima questione clinica è studiare l'efficacia di 90Y Ibritumomab Tiuxetano come trattamento di consolidamento di prima linea nei pazienti affetti da DLBCL che ricevono regimi di chemioterapia che prevedono l'utilizzo di rituximab."

In generale, 90Y Ibritumomab Tiuxetano è risultato ben tollerato e l'effetto indesiderato più frequentemente osservato è stato la neutropenia.

Note per l'editore

Riferimento:

1. Zinzani et al. ASH 2006 Abstract number 2431. A Phase II Trial of CHOP chemotherapy followed by Yttrium 90 (90Y) Ibritumomab Tiuxetan (Zevalin®) for previously untreated elderly diffuse large B-cell lymphoma (DLBCL) patients. Poster Presentation; 9am Sunday 10 December 2006.

Linfoma non-Hodgkin (NHL)

"Linfoma non-Hodgkin (NHL)" è un termine ombrello che comprende un gruppo di neoplasie correlate che hanno origine nel sistema linfatico del corpo - parte del sistema immunitario del corpo. Il NHL è il tumore ematologico maligno più comunemente diagnosticato ed è una tra le neoplasie a sviluppo più rapido al mondo. Nell'Europa occidentale, la sua incidenza è di circa 10 su 100.000. Nell'Unione Europea circa 230.000 persone sono affette da NHL ed ogni anno ne vengono diagnosticati circa 70.000 nuovi casi. Per ragioni sconosciute, in Europa questa incidenza sta subendo un aumento del quattro per cento all'anno.

Il trattamento con 90Y Ibritumomab Tiuxetano

In Europa 90Y ibritumomab tiuxetano è la prima e unica radioimmunoterapia associata al potere delle radiazioni dell'ittrio-90 che ha ottenuto l'approvazione per il trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma non-Hodgkin follicolare a cellule B CD20 positivo ricaduti o refrattari a rituximab. 90Y ibritumomab tiuxetano è costituito da un anticorpo monoclonale anti-CD20 (ibritumomab) legato ad un radioisotopo (ittrio-90). Una volta somministrato, 90Y Ibritumomab Tiuxetano viene trasportato dal circolo ematico e si lega alla superficie delle cellule tumorali, rilasciando in tal modo le radiazioni dell'isotopo ittrio-90 direttamente alle cellule tumorali. Attraverso il cosiddetto "effetto cross-fire" le cellule bersaglio e le cellule maligne circostanti in un raggio di 5 mm vengono distrutte dalla radiazione. Per 90Y Ibritumomab Tiuxetano, Schering AG è titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio a livello mondiale, tranne che per gli Stati Uniti, in cui ne è titolare Biogen idec.

FONTE Institute of Hematology and Medical Oncology, University of Bologna