Le scoperte in ambito molecolare gettano luce sul tumour epatico - il carcinoma epatocellulare (HCC)

27 Apr , 2008, 06:00 BST Da EASL - European Association for the Study of the Liver

MILANO, April 27 /PRNewswire/ --

- La genomica migliora la nostra capacità di individuare i trattamenti tumorali sperimentali

- Un nuovo e promettente farmaco è già disponibile e molti altri lo saranno presto

- Miglioramento della capacità di selezionare i pazienti per la sperimentazione di farmaci specifici

Nel corso delle sessioni odierne dell'ultima giornata di lavori della 43ma riunione annuale dell'Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL), alcuni illustri epatologi hanno illustrato i numerosi ed importanti passi in avanti compiuti nella comprensione del carcinoma epatocellulare (HCC), presentando inoltre nuovi trattamenti specifici per la patologia. In particolare, i progressi conseguiti sono stati resi possibili dall'acquisizione dei dati che ha permesso di migliorare la comprensione del processo patologico a livello molecolare: ovvero ciò che accade nell'organismo quando si sviluppa il carcinoma epatocellulare (HCC).

Grazie all'applicazione delle tecnologie genomiche e dei microarray, gli scienziati hanno scoperto l'esistenza di numerose e diverse vie biologiche responsabili dell'HCC. Mediante l'utilizzo di tali conoscenze, gli scienziati sono oggi in grado di classificare e studiare in maniera approfondita i differenti sottotipi di HCC. Tale scoperta smentisce quanto si credeva erroneamente in passato, ovvero che la malattia si manifestasse in un'unica forma originata da un solo meccanismo patogenetico.

La scoperta di diversi sottotipi comporta conseguenze significative tra le quali, in primo luogo, la possibilità di individuare trattamenti per pazienti particolari sulla base del rispettivo sottotipo tumorale ("terapia mirata"). In secondo luogo, tale scoperta consente una valutazione più accurata della risposta a terapie sperimentali specifiche offrendo inoltre la possibilità di affinare la prognosi di ogni singolo paziente, la quale si basa necessariamente sul sottotipo tumorale da cui è affetto.

La neoplasia nasce da un processo complesso che prevede l'effetto combinato di mutazioni genetiche multiple e indipendenti con conseguente deregolazione delle vie cellulari che incidono sulla crescita e l'evoluzione delle cellule tumorali. Tale processo si definisce "via oncogenica." In passato, la maggior parte degli scienziati del settore riteneva che esistesse un'unica "via" oncogenica nell'HCC.

L'HCC è una delle forme tumorali più diffuse al mondo. La maggioranza dei casi è dovuta a una infezione virale (l'Epatite B o C ) o alla cirrosi. L'obesità è stata recentemente riconosciuta come un ulteriore fattore di rischio per lo sviluppo dell'HCC. Le opzioni terapeutiche e la prognosi per questo tipo di neoplasia dipendono da diversi fattori ma prevalentemente dalle dimensioni del tumore e dalla stadiazione, ovvero dalla loro estensione nell'organismo.

Solo una bassa percentuale di carcinomi epatocellulari possono essere rimossi completamente per via chirurgica e il tumore mostra una tendenza a recidivare. Sono inoltre disponibili altre tecniche per arrestare la progressione del tumore tra le quali figurano le terapie percutanee come l'ablazione a radiofrequenza.

Secondo il Professor Massimo Levrero, Docente Associato di Medicina presso l'Università italiana di Cagliari e Direttore del Laboratorio di Espressione Genica della Fondazione Andrea Cesalpino, Università di Roma La Sapienza, "L'approccio molecolare sta cominciando a ripagare gli sforzi profusi. Il 2007 e il 2008 sono gli 'anni del farmaco' per l'HCC. Attualmente disponiamo del Sorafenib, la prima terapia molecolare mirata per l'HCC che si è dimostrata efficace in un ampio trial clinico eseguito su pazienti affetti da tumori in stadio avanzato. Saranno inoltre presto disponibili anche altri farmaci. Anche se il Sorafenib si è dimostrato un farmaco efficace, i nostri risultati devono comunque essere ulteriormente migliorati. Il nostro obiettivo è accrescere il potenziale citotossico dei nostri trattamenti mediante l'associazione di farmaci capaci di agire in sinergia. Grazie ai recenti sviluppi sui sottotipi dell'HCC, siamo in grado di selezionare il tipo di paziente più indicato per rispondere a particolari terapie sperimentali".

Gli scienziati proseguono la ricerca dei geni che risultano disregolati nell'HCC. Grazie ad un miglioramento della capacità di individuare le aberrazioni genetiche è auspicabile che la ricerca porterà alla concezione di nuovi trattamenti farmacologici ancora più efficaci per la lotta all'HCC.

Che cos'è l'EASL

L'Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL) si propone di promuovere la ricerca sulle epatopatie e migliorare i trattamenti attualmente esistenti per la cura di tali patologie. Con le sue riunioni annuali l'Associazione tenta di informare ed educare la comunità scientifica e la società civile sull'incidenza in costante aumento delle epatopatie oltre a sottolineare l'importanza di comprendere tali patologie al fine di prevenirle e curarle. Dalla sua creazione nel 1966, il congresso dell'EASL è stato ospitato in 20 diversi paesi europei. L'Associazione conta attualmente oltre 1400 membri e il congresso annuale richiama ogni anno ben più di 6000 delegati provenienti da oltre 65 paesi.

FONTE EASL - European Association for the Study of the Liver