Nel 2004 aumentano le vertenze giudiziarie da parte degli azionisti nei confronti di società estere

30 Set, 2004, 12:30 BST Da PricewaterhouseCoopers

NEW YORK, September 30 /PRNewswire/ -- Secondo lo studio condotto da PricewaterhouseCoopers nel 2003 (PricewaterhouseCoopers 2003 Foreign Securities Litigation Study) e sulla base di un' analisi delle vertenze giudiziarie presentate fino ad oggi nel corso del 2004, il numero delle "class action" (azione legale collettiva) presentato contro soggetti esteri ascritti è in aumento. Fino al 15 settembre 2004, 21 società estere quotate presso le borse statunitensi sono state citate in giudizio per "class action" relative a questioni in materia di titoli. I 21 casi superano ampiamente il numero totale dei 15 casi simili riportati nel 2003 e molto probabilmente surclasseranno il numero delle società citate in giudizio nel 2002, che sono state pari a 23. Oltre alla lista sempre più lunga di società estere citate in giudizio dagli azionisti, numerose istituzioni finanziarie estere sono state coinvolte in scandali relativi ai fondi comuni di investimento.

In generale, dal 1998, le azioni legali presentate contro soggetti ascritti esteri sono aumentate. Nel corso degli ultimi due anni, in Europa, abbiamo assistito al sorgere di scandali che hanno coinvolto importanti gruppi societari. Fra i casi più significativi ricordiamo quelli di Parmalat, Royal Ahold, Royal Dutch/Shell e Nortel Networks, solo per citarne alcuni. Le azioni legali contro le società sono state presentate da diversi paesi come Australia, Cina, Finlandia, Germania, Islanda, Israele, Russia, Svizzera e Paesi Bassi.

Il PricewaterhouseCoopers Study e la ricerca condotti evidenziano altresì che oltre il 65% delle azioni legali presentate contro società estere nel corso degli ultimi due anni hanno avuto come oggetto questioni contabili. Oltre alle vertenze giudiziarie presentate da azionisti privati, almeno otto di queste società sono state oggetto di investigazioni sia da parte della Securities and Exchange Commission che del Dipartimento di giustizia.

"Il numero di vertenze giudiziarie in materia di titoli presentate contro società non statunitensi quotate presso le borse statunitensi è destinato ad aumentare. Una stretta collaborazione tra i regolamentatori statunitensi ed esteri, unita ad una revisione più frequente della documentazione estera da presentarsi secondo quanto previsto dalla normativa Sarbanes-Oxley, potrebbe aumentare l' esposizione delle società", ha affermato Grace Lamont, Securities Litigation partner e autrice dello studio. "Il prossimo anno, le conseguenze non note del reporting sui controlli interni previsti dalla normativa Sarbanes-Oxley, Sezione 404 e l' adozione in tutta Europa degli standard internazionali in materia di reporting finanziario (Financial Reporting Standards) rappresentano altre aree di rischio potenziali, grazie alle quali le società potrebbero eludere le norme e i regolamenti. Per il futuro, inoltre, si prevede che il valore della liquidazione sarà più elevato".

Nel 2003, il valore medio delle liquidazioni relative a tutte le vertenze giudiziarie in materia di titoli negli Stati Uniti (che comprendeva sia le società americane che estere) è aumentato del 20 per cento fino a raggiungere 23,3 milioni di dollari USA. Questo incremento è stato alimentato in gran parte da sei liquidazioni che hanno raggiunto il valore di 100 milioni di dollari ciascuna e da altre tre liquidazioni di 300 milioni di dollari USA o di importo superiore; una di queste liquidazioni ha raggiunto il valore di 500 milioni di dollari USA. Al gruppo dei "blockbuster" si è poi aggiunto DaimlerChrysler AG, la cui liquidazione di 300 milioni di dollari USA è stata la più alta mai registrata da parte di un soggetto ascritto straniero.

Il 2003 PricewaterhouseCoopers Foreign Securities Litigation Study e il 2003 PricewaterhouseCoopers Securities Litigation Study sono pubblicati all' indirizzo Internet http://www.10b5.com.

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FONTE PricewaterhouseCoopers