Oneri per gli interessi in calo, così come costi e utili. Lo rivela la nuova relazione del CGAP

27 Feb, 2009, 00:39 GMT Da CGAP

WASHINGTON, February 27 /PRNewswire/ --

- Tassi d'interesse per il microcredito generalmente ragionevoli

Le preoccupazioni che vorrebbero i tassi d'interesse per il microcredito ingiustificatamente alti non trovano grande riscontro nei dati disponibili, almeno stando alla nuova relazione di ricerca stilata dal CGAP, il centro di risorse globali per la microfinanza.

Gli istituti di microfinanza (sigla inglese MFI) hanno bisogno di riscuotere tassi più elevati rispetto alle normali banche poiché i loro minuscoli prestiti implicano spese amministrative più alte e anche perché non possono concedere i loro finanziamenti così a buon mercato come fanno le banche.

"Alcuni MFI sembrano addebitare tassi d'interesse che appaiono difficilmente giustificabili, anche tenendo in considerazione questi fattori," afferma Elizabeth Littlefield, CEO di CGAP. "Abbiamo tuttavia riscontrato che questi casi coinvolgono sono una piccola minoranza e che, in generale, i tassi d'interesse sembrano allineati ai costi che gli istituti MFI devono sostenere. Un dato incoraggiante è che i tassi d'interesse sul microcredito stanno calando rapidamente, insieme ai costi amministrativi agli utili per gli MFI."

Secondo il volume "The New Moneylenders: Are the Poor Being Exploited by High Microcredit Interest Rates," (http://www.cgap.org/p/site/c/template.rc/1.9.9534) di cui sono co-autori Richard Rosenberg, Adrian Gonzalez, e Sushma Narain, il tasso di interesse mediano sui microprestiti era pari al 26 percento nel 2006, ovvero l'anno a noi più vicino per il quale si sono trovati dati disponibili. Solitamente il microcredito costa meno rispetto alle carte di credito o ai prestiti al consumo nei paesi in cui sono stati rinvenuti i dati, e costa quasi sempre molto meno dei cosiddetti prestiti "informali".

Dal 2003 i tassi sul microcredito stanno calando rapidamente, di circa 2,3 punti percentuali ogni anno, ovvero molto più vertiginosamente del calo registrato dai tassi sui prestiti bancari. In particolare i tassi sono scesi molto velocemente nell'area dell'Asia Orientale/Pacifico e nel Medio Oriente/Africa Settentrionale (con cali annui compresi tra il 3,7 e il 3,9 percento), e più moderatamente in Africa, Europa/Asia Centrale e America Latina (tra 0,9 e 1,5 percento). Nell'Asia Meridionale, infine, non si sono mossi di molto.

I costi amministrativi, ovvero il fattore di maggiore contribuzione ai tassi d'interesse sul microcredito, sono inevitabilmente più alti per i minuscoli microprestiti rispetto ai normali prestiti bancari. Ad esempio, fare credito per 100.000 dollari USA suddividendoli in 1000 prestiti da 100 dollari ciascuno richiede un maggiore esborso di spese in termini di stipendi del personale, fra gli altri costi, rispetto alla concessione di un unico prestito per 100.000 dollari. Ma l'apprendimento istituzionale e la concorrenza consentono di ridurre tali spese di circa un punto percentuale all'anno.

In generale, gli utili degli istituti MFI non sembrano essere eccessivamente alti: il ritorno mediano sul capitale proprio era di circa il 12 percento nel 2006 rispetto al 18 percento riservato alle banche negli stessi paesi. Il 10 percento più redditizio del portafoglio mondiale di microcredito ha realizzato ritorni sul capitale superiori al 34 percento nel 2006, un livello che potrebbe destare preoccupazione per alcuni. Tuttavia, gran parte di tale utile spetta a entità non-profit, che mantengono e riutilizzano tali profitti per ampliare i servizi offerti alla clientela. E, dal 2003, gli utili scendono di circa 0,6 punti percentuali all'anno.

"La conclusione è che non sono emerse evidenze che suggeriscano un pattern diffuso di sfruttamento dei beneficiari dei prestiti," afferma Richard Rosenberg, autore principale della relazione. "Tassi d'interesse come l'85 percento addebitato da Compartamos Mexico sollevano comprensibili preoccupazioni, ma sono meno dell'1 percento in tutto il mondo i beneficiari di microcredito che si trovano a dover pagare tassi così elevati. I costi amministrativi saranno sempre più alti per i microprestiti rispetto ai grandi crediti bancari. Il rilievo incoraggiante è la tendenza alla diminuzione di tali costi amministrativi, così come dei profitti per i prestatori, e il contestuale passaggio dei risparmi ai beneficiari del credito. Prevediamo che questa tendenza prosegua nel medio termine."

Informazioni su CGAP

CGAP (sigla di The Consultative Group to Assist the Poor, gruppo consultivo per l'assistenza ai poveri) è la primaria risorsa mondiale per la promozione della microfinanza. CGAP fornisce informazioni oggettive, opinioni di esperti e soluzioni innovative al settore finanziario, alle istituzioni di governo e agli investitori, con lo scopo di ampliare in modo efficace l'accesso ai finanziamenti per gli indigenti di tutto il mondo. Maggiori informazioni disponibili su: www.cgap.org

FONTE CGAP