Un nuovo importante studio dimostra che il numero di pazienti liberi dal cancro al colon aumenta significativamente con la somministrazione di Xeloda dopo l'intervento chirurgico

06 Giu, 2004, 20:45 BST Da Roche

NEW ORLEANS, June 6 /PRNewswire/ --

- La terapia orale è prevista sostituire la chemioterapia intravenosa

Nuovi dati emersi dallo studio X-ACT trial (Xeloda(R) in Adjuvant Colon Cancer Therapy, o Xeloda nella terapia coadiuvante del cancro al colon), che ha visto la partecipazione di quasi 2.000 pazienti, sono stati presentati oggi alla American Society of Clinical Oncology (ASCO); i dati dimostrano che Xeloda (capecitabina), un farmaco di chemioterapia orale mirata, ha le carte in regola per sostituire l'attuale terapia standard conosciuta come il regime Mayo Clinic (5-FU/LV per intravena) grazie alla sua superiore efficacia e sicurezza.

Lo studio mondiale ha conseguito con successo il suo endpoint primario, dimostrando un quasi uguale tasso di sopravvivenza di pazienti guariti dalla malattia. Lo studio ha messo in rilievo un risultato molto importante: Xeloda riduce il rischio di recidiva dei tumori (sopravvivenza senza recidiva) di un notevole 14% rispetto alla terapia 5-FU/LV i.v. Questo significa che ogni anno, se curati con Xeloda, quasi 4.000 ulteriori pazienti di tutto il mondo non sentiranno rivolgersi le terribili parole "il cancro si è ripresentato".

"Questi dati dimostrano il potenziale significativo di Xeloda di curare un maggior numero di pazienti malati di cancro al colon nelle prime fasi", ha detto il Professor Jim Cassidy, Cancer Research UK Professor of Oncology and Chair of Medical Oncology, Beatson Oncology Centre, e University of Glasgow, Scozia, presentatore dei dati dello studio X-ACT alla ASCO. Il Professor Cassidy ha aggiunto che "i risultati dello studio giustificano ulteriormente i coadiuvanti studi, in corso e programmati, di Xeloda usato insieme ad altre chemioterapie e terapie mirate, quali l'Avastin".

Stefan Manth, Business Director in Oncologia presso la Roche, ha detto: "I risultati di questo studio offrono una nuova speranza ai pazienti e alle loro famiglie, e rappresentano un'opportunità significativa per la Roche. Al momento, stiamo sostenendo studi di Xeloda su base mondiale, con la partecipazione di oltre 6.000 pazienti l'anno, che affermeranno ulteriormente l'importanza di Xeloda nella terapia antitumorale".

Nel 2000, il cancro al colon-retto è stato, con 945.000 nuovi casi segnalati in tutto il mondo, il terzo cancro più comune. Si prevede che più del 50% degli individui malati di cancro al colon-retto moriranno di questa malattia, e questo è uno dei tipi di cancro più comuni nei paesi sviluppati(1). La chemioterapia post-intervento chirurgico (terapia coadiuvante) è una delle terapia più comuni per i malati di cancro al colon-retto.

Roche in oncologia

Negli ultimi cinque anni il Gruppo Roche è diventato il fornitore principale nel mondo di trattamenti anticancro, di prodotti terapeutici di supporto e per la diagnosi. Sono quattro i prodotti Roche che offrono un contributo in più per la sopravvivenza al cancro: Herceptin, MabThera, Xeloda ed Avastin, introdotto recentemente negli Stati Uniti dal Genentech, che trattano una gamma di tumori come il cancro al seno, il linfoma Non-Hodgkin ed il cancro colorettale. Altri prodotti chiave includono NeoRecormon (anemia in vari tipi di cancro), Bondronat (prevenzione dei problemi scheletrici nei pazienti con metastasi dell'osso, ipercalcemia maligna), Kytril (chemioterapia, e nausea e vomito provocati dalla radioterapia) e Roferon-A (leucemia, sarcoma di Kaposi, melanoma maligno, carcinoma delle cellule renali). I farmaci Roche anticancro hanno generato nel 2003 un fatturato di oltre 6 miliardi di franchi svizzeri.

In un recente studio di Fase III, Tarceva ha conseguito con successo il suo endpoint primario migliorando il tasso di sopravvivenza dei pazienti malati di carcinoma polmonare non a piccole cellule.

Roche sta sviluppando nuovi test che avranno un impatto significativo sul futuro trattamento dei pazienti malati di cancro. Con un ampio portafoglio di marker tumorali per il cancro alla prostata, colorettale, al fegato, alle ovaie, al seno, allo stomaco, al pancreas e ai polloni, nonché con una gamma di test oncologici molecolari, continueremo ad essere i leader nella fornitura di terapie e strumenti diagnostici mirati.

La Roche Oncology ha quattro centri di ricerca (due negli Stati Uniti, uno in Germania ed uno in Giappone) e quattro centri di sviluppo centrali (due negli Stati Uniti, uno nel Regno Unito e uno in Svizzera).

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    Roche
    Martin McInally
    Martin.McInally@roche.com
    Telefono in sito: (da comunicare)
    Ufficio: + 41 61 688 49 75
    Shire Health
    Jonathan Kearney
    Jonathan.kearney@shirehealthinternational.com
    Naomi Mermod
    Naomi.mermod@shirehealthinternational.com
    Telefono in sito: + 1 646 642 7075
    Ufficio: + 1 212 725 7522

Riferimento

(1) World Health Organisation. Globocan 2000: Cancer Incidence, Mortality and Prevalence Worldwide. 2000

Sito Web: http://www.commonwealth.com

FONTE Roche