Un nuovo sondaggio internazionale sul pensionamento rivela un moderato ottimismo personale e scarsa fiducia nelle capacità del governo di mantenere le promesse fatte in merito a pensioni e cure sanitarie

19 Lug, 2005, 22:39 BST Da AARP

WASHINGTON, July 19 /PRNewswire/ --

- Il sondaggio mette a confronto le opinioni registrate in Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti

AARP, un'organizzazione composta da 35 milioni di membri in rappresentanza di persone di età superiore ai 50 anni, ha annunciato oggi i risultati del suo sondaggio internazionale sulla previdenza sociale, condotto sulla popolazione generale in dieci paesi: Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti. Il sondaggio, pubblicato oggi dal Global Aging Program dell'AARP è stato realizzato sulla base di 4000 interviste condotte tra persone di età compresa tra i 30 e i 65 anni. In linea generale, gli intervistati si sono espressi con un cauto ottimismo, per quanto riguarda la previdenza al momento del pensionamento, e allo stesso tempo, hanno manifestato una fiducia estremamente bassa nei confronti delle capacità del governo a fornire benefici.

L'obiettivo dello studio era quello di fornire una visione generale a legislatori, funzionari eletti e organizzazioni non governative, per meglio capire gli atteggiamenti e i comportamenti che riguardano le questioni personali e nazionali sulle pensioni, permettendo contemporaneamente di valutare la fiducia del pubblico nei confronti di quello che sarà un reddito sufficiente, per permettersi un pensionamento tranquillo e sicuro dopo aver lasciato il mondo del lavoro.

I risultati suggeriscono che mentre il cauto ottimismo è stato un punto di vista predominante, tutti i paesi industrializzati hanno comunque manifestato preoccupazioni di qualche tipo sulla previdenza sociale al momento del pensionamento. Solo il 16% degli intervistati si è dichiarato molto ottimista, e il 41% si è dichiarato moderatamente ottimista. Tuttavia, il sondaggio ha anche rivelato che 2 intervistati su cinque (39%) non è stato né moderatamente né molto pessimista. Il grado di ottimismo varia in base alle aree geografiche e ai fattori demografici.

"Questo sondaggio serve come messaggio importante per i leader politici, al fine che essi possano occuparsi ora delle preoccupazioni dei propri cittadini, anziché in futuro," ha dichiarato Bill Novelli CEO di AARP. Malgrado le aspettative del ricevere dei sussidi governativi sotto forma di pensioni e assistenza sanitaria, i residenti di tutti i paesi inclusi nel sondaggio hanno dichiarato tutti una carenza di fiducia nelle capacità dei propri governi a fornire questi benefici in futuro. La fiducia nelle capacità del governo nel pagare le pensioni pubbliche ai pensionati di oggi è stata valutata solo 5,0 su una scala di dieci punti. La fiducia nella capacità del governo di pagare benefici futuri scende ad una media di solo il 3,9. Oggi la fiducia nelle capacità del governo di fornire benefici relativi a servizi sanitari ai pensionati raggiunge una media di 4,5 e scende a 3,8 quando gli intervistati pensano al futuro. Il report del sondaggio giunge alla conclusione che i governi e le altri parti interessate dovranno compiere uno sforzo sincero per promuovere una maggiore comprensione sulle questioni che riguardano i servizi dopo la pensione.

Gli australiani e i canadesi si sono dimostrati i più ottimisti sul pensionamento, mentre solo poco più di un terzo dei tedeschi, dei francesi e degli italiani si sono dichiarati tali sulla questione. La situazione lavorativa, il reddito, l'età, lo stato civile e il grado d'istruzione hanno un impatto sull'atteggiamento delle persone verso il pensionamento.

Mentre le persone intervistate hanno espresso almeno un cauto ottimismo sulla sicurezza nell'andare in pensione, sorprendentemente, un intervistato su cinque (17%) ha dichiarato di non aver ancora mai pensato a programmare il proprio pensionamento. Tuttavia, un intervistato su quattro (25%) ha dichiarato di averci pensato molto, mentre il 33% dichiara di averci pensato.

I cittadini di due paesi in particolare, Germania e Stati Uniti, sono quelli che hanno dichiarato di aver pensato maggiormente al periodo del pensionamento. Gli intervistati in Italia, Svezia e Francia hanno dichiarato di averci pensato il minimo.

Gli intervistati ritengono che mentre governo, dipendenti e singoli individui condividono una certa responsabilità nel fornire una sicurezza durante il pensionamento, la responsabilità maggiore grava comunque sul governo. Oltre quattro intervistati su cinque(81%) hanno dichiarato di fare affidamento sulle pensioni pubbliche come fonte di reddito durante il pensionamento. Quando è stato chiesto quali fossero le risorse di reddito attese durante il pensionamento, due intervistati su cinque (42%) hanno dichiarato di aspettarsi che le pensioni pubbliche rappresentino la loro principale fonte di reddito. Un numero simile (39%) si aspetta che esse siano una fonte di reddito minore. Questi risultati sono stati registrati malgrado l'attuale dibattito sulle pressioni finanziarie e demografiche che interessano i sistemi di assistenza previdenziale pubblici.

Successivamente alle pensioni pubbliche, le altre fonti di reddito dopo il pensionamento citate più frequentemente dagli intervistati sono state: le pensioni fornite dai datori di lavoro/da lavoro dipendente (28%), redditi da lavoro (26%), programmi di risparmio da percepire al momento del pensionamento (26%) e altri risparmi personali(25%).

Anche lo stato di salute generale dei cittadini e l'accesso a cure sanitarie di qualità e alla propria portata contribuiscono a definire il livello di fiducia e tranquillità sul pensionamento e sulla qualità della vita dopo che si è andati in pensione. La metà (50%) degli intervistati ha dichiarato di essere in eccellente o in ottima salute. Il 31% ha dichiarato di essere in buone condizioni. Gli australiani guidano la classifica degli intervistati che si sono dichiarati in condizioni di salute eccellente od ottima, mentre italiani, tedeschi, giapponesi e francesi hanno espresso opinioni meno positive sul loro stato di salute.

Per quanto riguarda il reddito dopo il pensionamento, gli intervistati credono che i programmi sanitari statali svolgeranno il ruolo principale nella cura della loro salute. Quasi metà di tutti gli intervistati (47%) ritiene che questi programmi copriranno tutte o la maggior parte delle loro spese sanitarie durante il pensionamento.

"Ovviamente, la previdenza pensionistica è una responsabilità condivisa tra governo, singoli individui, e datori di lavoro," ha dichiarato Novelli. "Mentre i futuri pensionati rimangono per certi versi ottimisti, i paesi hanno l'opportunità di educare i propri cittadini sulla previdenza pensionistica e trovare soluzioni idonee che permettano di colmare i vuoti tra i fondi pensionistici disponibili e le esigenze future. Facendo questo, riusciranno anche ad aumentare la fiducia del pubblico nelle loro capacità di far fronte a questi problemi," ha concluso.

Il sondaggio composto da 4.011 intervistati di età compresa tra i 30 e i 65 anni in dieci paesi è stato condotto, per conto dell'AARP Global Aging Program, da Harris Interactive, tra il 9 maggio e il 2 giugno 2005. Le interviste sono state rappresentative di un campione demografico di ogni paese, utilizzando soggetti di età compresa tra i 30 e i 65 anni. I dieci paesi hanno incluso Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Giappone, Germania, Francia, Italia, Svezia e Paesi Bassi. In ogni paese sono stati selezionati e intervistati casualmente quattrocento individui. Le interviste sono state tutte condotte via telefono con assistenza informatizzata, nella lingua madre del paese. Il margine di errore di questo sondaggio è leggermente superiore all'uno percento, per il sondaggio nel suo insieme, mentre è del cinque percento per ogni singolo paese.

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FONTE AARP