Una nuova ricerca indica che il 95% dei pazienti soffre ancora di dolore da moderato a severo dopo un anno di cure

10 Set, 2009, 01:23 BST Da PainSTORY

CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE EUROPEA DEI CIRCOLI IASP, LISBONA, September 10 /PRNewswire/ --

- Un sondaggio durato un anno dimostra che il 19% dei pazienti ritiene che il proprio dolore sia peggiorato.

Secondo un sondaggio durato un anno e presentato oggi al congresso EFIC il 95% dei pazienti dopo un anno di cure soffre ancora di dolore da moderato a severo[1] e solamente il 12% ha avuto una prescrizione per farmaci oppioidi. La ricerca rivela che, in un periodo di trattamento di un anno, nella metà dei pazienti il livello di dolore non migliora e nel 19% dei casi peggiora.

Per visualizzare il comunicato stampa multimediale andare su: http://www.prnewswire.com/mnr/mundipharma/39915/

Nonostante una grande quantità di pazienti continui a soffrire, il 64% dei pazienti è convinto di essere curato in maniera appropriata e il 58% è convinto che venga fatto tutto il possibile per aiutare i pazienti.

Il nuovo sondaggio intitolato PainSTORY (Pain Study Tracking Ongoing Responses for a Year), è il primo nel suo genere che si occupa di monitorare l'incidenza del dolore cronico sulla vita dei pazienti durante il corso di un anno intero e coinvolge 294 pazienti di 13 Paesi Europei.

Relativamente alla gestione del dolore, il sondaggio dimostra che, tra tutti i pazienti che vi hanno collaborato, l'83% ha una prescrizione per farmaci contro il dolore ma il 30% assume farmaci da banco per controllarlo. Anche se il 95% dei pazienti in cura soffre di dolore da moderato a severo, solo il 12% di essi viene trattato con oppioidi forti, il 25% con oppioidi deboli e il 43% con farmaci non-oppioidi. La ricerca rivela inoltre che durante il corso dell'anno solo al 23% dei pazienti è stata cambiata la cura sostituendo il farmaco con uno più forte.

Il sondaggio illustra che quasi la metà dei pazienti riporta effetti collaterali in seguito alle cure, il più comune è la costipazione[2], riscontrato in metà dei pazienti, di cui il 49% curati con oppioidi. Anche se gli oppioidi sono molto efficaci nel controllo del dolore, possono essere considerati farmaci che inducono costipazione (OIC). La ricerca indica che il 26% dei pazienti curati con oppioidi assume lassativi per placare la costipazione, ciò può alleviare i sintomi ma non interverrà sulla causa del problema.

A tal proposito riportiamo il commento del Dr Tony O'Brien, medico specialista in Cure Palliative all' Università di Cork: "Questa ricerca rivela in maniera allarmante che nella nostra società c'è una netta prevalenza di pazienti che soffrono di dolore cronico non controllato.

Questo grave problema pubblico di sanità deve essere affrontato con urgenza. I pazienti che soffrono di dolore necessitano di essere ascoltati e valutati da personale esperto e professionale.

Dei pazienti selezionati avranno la possibilità di sottoporsi ad un trattamento sperimentale controllato con oppioidi fino a raggiungere un ottimo livello di analgesia. Durante tale trattamento si preverranno gli effetti indesiderati, inclusa la costipazione.

L'obiettivo è quello di garantire al paziente di sperimentare la miglior qualità di vita possibile."

La ricerca fornisce alcune preziose informazioni circa la gestione dei pazienti da parte di team di professionisti. Nonostante vi sia un elevato numero di persone che continua a soffrire di dolore, il numero di pazienti che sono andati a farsi visitare da un dottore è diminuito durante il corso dell'anno dall'83% all'inizio del sondaggio al 70% alla fine del sondaggio. Alla fine della ricerca il 58% è stato sottoposto ad una visita medica, il 22% è stato valutato secondo una scala di dolore, mentre al 19% sono stati prescritti esami più specifici e solo il 2% dei pazienti ha potuto beneficiare dell'appoggio costante di uno specialista del dolore durante l'anno.

Durante l'anno il 44% dei pazienti ha riferito di essersi sentito solo nell'affrontare il proprio dolore e due terzi dei pazienti si è sentito ansioso o depresso come risultato del proprio dolore.

Per il 28% dei pazienti il dolore era così forte che a volte avrebbero voluto morire. I pazienti hanno riferito di essersi sentiti intrappolati in un dolore che poteva cambiare d'intensità continuando ad interferire su ogni aspetto della loro vita.

Commentando i risultati della ricerca, Hans Kress, President Elect, European Federation of Chapters dell'Associazione Internazionale per la Cura del Dolore ha riferito:" Questa ricerca presenta un'eccezionale quadro del "viaggio di dolore" di pazienti di tutta Europa. E' scioccante osservare che a distanza di un anno i pazienti sono ancora intrappolati in un circolo di dolore in progressione e una buona parte di essi sta perdendo le speranze.

Incoraggio vivamente i pazienti che soffrono di dolore cronico - che sono preoccupati per gli effetti collaterali a parlare con i loro dottori invece di soffrire in silenzio":

    
    [1] Il trattamento include farmaci con prescrizione, farmaci da banco e
        medicine alternative

    [2] Il termine "costipazione" gonfiore di stomaco, mal di pancia e crampi

Note ai redattori

Riguardo alla survey

PainSTORY (Pain Study Tracking Ongoing Responses for a Year) è il primo studio nel suo genere a monitorare pazienti con dolore cronico per la durata di un anno fornendo un quadro preciso sia su come il dolore interferisce con la vita quotidiana sia su come viene gestito il dolore in 13 paesi Europei.

L'indagine PainSTORY è stata condotta dalla Società indipendente di ricerca Ipsos MORI, in collaborazione con le seguenti Società indipendenti:

- European Federation of IASP Chapters

- World Institute of Pain

- OPEN Minds

Il sondaggio è stato sponsorizzato con una sovvenzione contenuta e preparato in associazione con Mundipharma Internazionale Limited.

Metodologia

Hanno completato il sondaggio 294 pazienti che soffrono di dolore non-maligno (osteoartrite, dolore lombare, mal di schiena, osteoporosi, dolore neuropatico, dolore misto e altri tipi di dolore di lunga durata), dolore cronico (es. della durata > di tre mesi) registrato in fase di screening come >5-10 su una scala di dolore (dove 0= nessun dolore e 10 = peggior dolore immaginabile).

Nella fase di valutazione del sondaggio il dolore dei pazienti è stato catalogato come lieve (1-3), moderato (4-7) o severo (8-10). I pazienti che hanno partecipato al sondaggio sono stati analizzati per 12 mesi, la ricerca è stata condotta dalla società indipendente di ricerca Ipsos MORI in 13 Paesi di tutta Europa: Gran Bretagna, Francia, Germania, Svizzera, Italia, Spagna, Irlanda, Belgio, Svezia, Danimarca, Filanda, Olanda e Novergia.

Lo studio si è sviluppato tra aprile 2008 e maggio 2009 ed è consistito in quattro turni di interviste approfondite. Durante questo periodo i pazienti hanno svolto diverse attività, tra cui tenere un "diario di vita", che hanno permesso di raccogliere molte informazioni. I risultati ottenuti paragonando i dati raccolti all'inizio della ricerca a quelli raccolti successivamente hanno dimostrato come l'impatto del dolore e la gestione del dolore cambino durante il corso di un anno.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito http://www.painstory.org.

FONTE PainSTORY