Un'indagine italiana mostra che l'acquisto centralizzato di dispositivi medici non riduce i prezzi; i dispositivi medici spesso non sono valutati correttamente perché le analisi si concentrano solo su aspetti economici e finanziari di breve termine

16 Apr , 2010, 11:00 BST Da European Health Technology Institute for Socio-Economic Research (EHTI)

ROMA, April 16, 2010 /PRNewswire/ -- L'acquisto centralizzato di dispositivi medici non ne riduce i prezzi e i dispositivi medici spesso non sono valutati correttamente, in quanto le analisi si concentrano solo sulle prospettive economico-finanziarie di breve termine. Questo il tema di fondo dell'intervento della Prof.ssa Rosanna Tarricone, Direttore esecutivo dell'istituto per la ricerca EHTI (European Health Technology Institute for Socio-Economic Research)e Professore Associato all'Università Bocconi di Milano, tenuto nel corso della Terza Conferenza nazionale sui dispositivi medici, che si è svolta il 13 e 14 aprile 2010 a Roma.

Durante la sessione di apertura del secondo giorno della Conferenza, la Prof.ssa Tarricone ha sintetizzato le conclusioni di un'indagine condotta dal 2007 al 2009 in Italia dalla Direzione generale dei farmaci e dei dispositivi medici del Ministero della Salute italiano, in cooperazione con il Centro di Ricerche sulla Gestione dell'assistenza Sanitaria Sociale (Cergas) dell'Università Bocconi. Lo scopo dell'indagine è stato di investigare gli aspetti principali riguardanti le procedure di acquisto, le spese e i consumi dei dispositivi medici e dei dispositivi per l'imaging diagnostico. Si sono analizzati in particolare i prodotti cardiovascolari, ortopedici e per la neurochirurgia e la neuroradiologia.

"I dati mostrano che quando le procedure di acquisto diventano più centralizzate, il coefficiente di variazione (CV) dei prezzi diventa quasi zero. Tale fenomeno, tuttavia, non è correlato alla variabilità dei prezzi tra regioni, osservata per ogni categoria di dispositivi medici. In altre parole, gli acquisti centralizzati non sono sempre anticipatori di prezzi inferiori." dice la Prof.ssa Tarricone.

Un altro aspetto in esame era la presenza di Commissioni di Health Technology Assessment (HTA). "Quasi tutte le Aziende sanitarie locali (ASL), che hanno partecipato all'indagine, hanno formato una Commissione HTA per i dispositivi medici.

Nonostante ciò, le attività di tali Commissioni si sono spesso limitate a una valutazione parziale, principalmente concentrata sulle prospettive economiche e finanziarie di breve termine. Quest'approccio è confermato anche dall'analisi sugli acquisti, che tiene in considerazione principalmente il "criterio economico più rilevante", escludendo qualsiasi altra valutazione sul valore dei dispositivi medici." conclude la Prof.ssa Tarricone.

Quest'indagine ha evidenziato l'interesse per il settore dei dispositivi medici e per l'importanza della loro corretta valutazione da parte di chi é responsabile per le politiche e le relative decisioni .

I risultati ottenuti dimostrano una crescente consapevolezza, da parte delle Aziende Sanitarie locali e delle Regioni, della necessità di strumenti efficaci per la valutazione e la gestione dei dispositivi medici.

Informazioni su EHTI

Dal 2007 EHTI sta raccogliendo dati che evidenziano il potenziale della tecnologia medica inEuropa, rispondendo ad una mancanza di ricerca in questo settore, consentendo ai responsabili delle scelte politiche di prendere decisioni informate, in grado di migliorare in modo sostanziale l'efficienza dei sistemi e la qualità della vita di tutti. A tal fine, l'Istituto mira anche a costruire solidi rapporti di collaborazione con figure di rilievo del governo, dell'industria e del mondo accademico. Mobilizzando le sinergie tra questi partner, EHTI intende promuovere la realizzazione di ricerca di altissima qualità.

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Fonte: EHTI

FONTE European Health Technology Institute for Socio-Economic Research (EHTI)